Gli italiani conoscono poco le polizze assicurative

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In Italia la conoscenza assicurativa è del tutto insufficiente. A dirlo è l’indagine fatta dall’Istituto sulla vigilanza per le assicurazioni (Ivass)

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Nel nostro Paese c’è una scarsa conoscenza sia dei termini base che dei singoli prodotti assicurativi

A complicare il quadro italiano ci pensa anche il 68,7% delle persone che ritiene di non aver bisogno dei consigli dell’assicuratore

Italiani con scarsa conoscenza assicurativa di base. A dirlo è l’indagine fatta dall’Istituto sulla vigilanza per le assicurazioni (Ivass) su 2.053 intervistati. L’obiettivo dell’Ivass era quello di andare a testare la preparazione assicurativa degli italiani e capire in quali segmenti fosse più lacunosa. Il risultato finale non è incoraggiante, perché nel nostro Paese c’è una scarsa conoscenza sia dei termini base che dei singoli prodotti assicurativi.

Ad influenzare il livello di conoscenza degli italiani è soprattutto il livello di scolarizzazione. A una maggiore scolarizzazione sono infatti associati livelli di conoscenza più elevati. E inoltre il mondo assicurativo è con conosciuto maggiormente dagli uomini rispetto che alle donne.

La ricerca mostra come poco più del 60% degli intervistati afferma di conoscere bene tutti e tre i concetti di premio, massimale e franchigia, ma la percentuale di chi risponde correttamente e congiuntamente alle domande su questi tre concetti è appena del 13,9%. Un quarto di chi ritiene di conoscere in cosa si intenda per premio pensa che con esso si possa indicare anche il capitale in caso di rimborso.
“In tema di prodotti assicurativi è stata riscontrata una divaricazione fra l’affermazione di conoscerli e la reale conoscenza. L’“overconfidence” varia a seconda delle polizze: va da più di dieci volte nella temporanea caso morte, a quattro volte in quella infortuni, a tre volte di quelle di previdenza complementare e a due volte in media di quelle vita”, si legga dall’analisi.

A complicare ulteriormente il quadro italiano ci pensa anche il 68,7% delle persone che ritiene di non aver bisogno dei consigli dell’assicuratore né di doversi affidare a fonti informative esterne. “Questo eccesso di fiducia nelle proprie capacità può indurre l’assicurato a scelte tendenzialmente poco efficaci ed efficienti. Vi è in sostanza una errata percezione del proprio livello di alfabetizzazione assicurativa”, spiega l’Ivass.

La fiducia

La fiducia verso la compagnia o l’intermediario non è l’unico elemento che influenza le scelte dei consumatori. Questo elemento, che influisce sulle scelte assicurative, diminuisce all’aumentare della scolarizzazione e nei grandi centri urbani.

Avversione al rischio

Dall’indagine è inoltre emerso come più elevato è il livello di istruzione, maggiore è l’avversione al rischio. Inoltre, questa caratteristica è più marcata nei giovani e nel Nord Est.
Nonostante ciò gli intervistati, timorosi dei rischi, non accedono alle relative coperture. Per il 76,7% degli intervistati i timori più pesanti sono i problemi di salute per malattie o infortuni. Ma a questo non segue una sottoscrizione di una polizza malattia. Fatta solo dal 10,6% degli intervistati.

Ad analoghe conclusioni si giunge anche in merito alla paura di calamità naturali. Anche se è maggiore al Sud e nelle Isole rispetto al Nord, è proprio al Nord che si riscontra una maggiore percentuale di sottoscrizione di queste polizze (circa 20% contro il 4,1% al Sud e il 3,5% nelle Isole).

Comprensione assicurativa

In questo caso la ricerca intende la “capacità di individuare i corretti collegamenti logici tra concetti in ambito assicurativo”. Questa è più elevata per gli uomini e per la popolazione ricompresa nelle fasce di età 18-34 anni e 35-54 anni ed è positivamente correlata con il livello di scolarizzazione.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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