Vanguard dà il via alla guerra dei costi: in Italia tagli a 11 Etf

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La guerra dei costi è appena iniziata. La prima mossa è quella del colosso statunitense Vanguard, che annuncia la riduzione delle commissioni dei propri Etf europei. In Italia saranno 11 gli Etf della società Usa quotati a Piazza Affari a vedere un taglio dei costi

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Il costo medio degli Etf di Vanguard disponibili in Italia sarà pari allo 0,16%

Per Sean Hagerty, head of Vanguard Europe “i costi hanno un impatto concreto sui ritorni e ogni euro pagato in commissioni è semplicemente un euro in meno di rendimento potenziale”

In Italia Vanguard ha fatto il proprio ingresso a gennaio 2019 con la quotazione di 19 Etf su Borsa Italiana

La guerra delle commissioni è appena iniziata. Se lo scorso gennaio lo sbarco in Italia del gigante statunitense Vanguard – seconda società di gestione globale con un patrimonio di circa 5.200 miliardi di dollari (30 settembre 2019) – aveva fatto scattare sull’attenti i principali competitor europei, la nuova mossa nel Belpaese del gigante a stelle e strisce rischia di dare il via a uno tsunami.
Vanguard ha infatti annunciato la riduzione delle commissioni sui propri Etf disponibili per gli investitori europei. Nello specifico, per l’Italia Vanguard ha ridotto i costi di 11 Etf quotati a Piazza Affari. Il valore medio delle spese correnti (Ter) degli 11 Etf oggetto dell’adeguamento sarà pari allo 0,12%.

La riduzione delle commissioni – spiega Vanguard – è guidata dall’impegno della società nell’offrire agli investitori “il miglior rapporto qualità-prezzo” nell’ambito della gestione degli investimenti. “Per molto tempo, gli investitori hanno ricevuto un servizio di gestione complesso, pagando costi elevati”, ha dichiarato Sean Hagerty, head of Vanguard Europe.

Tabella riduzione costi per gli 11 Etf di Vanguard quotati in Italia
“Dal 1975 – ha continuato – Vanguard è stata sempre all’avanguardia nell’offrire agli investitori soluzioni eque, a valore aggiunto, semplici e di alta qualità”. In Italia Vanguard ha fatto il proprio ingresso a gennaio 2019 con la quotazione di 19 Etf su Borsa Italiana.

Per Hagerty e per Vanguard “è tuttavia necessario andare oltre per far sì che gli investitori comprendano l’impatto dei costi sui rendimenti degli investimenti. Esiste ancora l’idea errata che quanto più si paga per un investimento, tanto più esso debba performare in termini di rendimento”.

“In realtà – sottolinea Hagerty – i costi hanno un impatto concreto sui ritorni e ogni euro pagato in commissioni è semplicemente un euro in meno di rendimento potenziale. Gli investitori non possono controllare i mercati finanziari, ma possono sicuramente controllare i costi che pagano”.

Un tema diventato significativamente più rilevante in seguito all’ingresso di Mifid2. E non riguarda solo il mondo degli Etf: lo scorso 10 ottobre Fidelity Investments ha smesso di addebitare commissioni agli investitori sulle operazioni online di titoli statunitensi, fondi negoziati in borsa e operazioni su opzioni.

La banca di investimento britannica Barclays, invece, l’8 ottobre ha lanciato i primi prodotti al mondo a zero commissioni, due Exchange -Traded Notes (Etn). La mossa di Vanguard potrebbe quindi scatenare una reazione da parte dei competitors, nazionali e non. Che si apra definitivamente una nuova fase nella guerra ai costi?


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di Francesca Conti

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