Startup: i 3 segreti di una exit di successo

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Stefania Esposito di Blue ocean finance rivela a We Wealth i segreti di una exit di successo. Ecco di cosa si tratta. E quali sono le alternative per finanziare il proprio business

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Le exit sono operazioni in cui solitamente i soci iniziali e i soggetti che hanno partecipato ai primi round di investimento cedono in tutto o in parte le loro quote

Stefania Esposito: “È fondamentale investire sul team. Ma anche avere una base sociale il più possibile ridotta o coesa”

Cosa vuol dire fare exit e quali sono i segreti di un’operazione di successo? Ne parliamo con Stefania Esposito, co-founder e chief operating officer di Blue ocean finance, società che offre servizi di consulenza finanziaria d’impresa su misura per aziende in crescita, startup e pmi, e che negli ultimi otto mesi ha chiuso tre exit per un valore complessivo di 25 milioni di euro.
Che cos’è e come avviene una exit?

Da un punto di vista tecnico, le operazioni di exit sono operazioni in cui solitamente i soci iniziali (coloro che hanno costituito la società) e i soggetti che hanno partecipato ai primi round di investimento cedono in tutto o in parte le loro quote. Decidono quindi di fare un passo indietro per consentire al progetto di vivere una nuova fase, come lo sbocco sui mercati internazionali, attraverso l’intervento di fondi o grandi corporate che decidono di acquisirne i prodotti, la tecnologia e il team (difficilmente i contratti, considerando che di solito si parla di piccole aziende).

Perché una startup ha bisogno di una exit strategy?

A nostro avviso è importante che gli imprenditori che creano nuove aziende, qualora dovessero manifestare la volontà di rendere l’impresa papabile per un’operazione di exit, mettano in campo una strategia in tal senso fin da subito. Perché alcune decisioni iniziali, prese magari con leggerezza per finanziare le prime fasi di vita del progetto, rischiano poi di diventare dei boomerang quando si inizia a intavolare una trattativa per la quantificazione del lavoro svolto dai soci fondatori.

Quali sono gli elementi di una exit di successo?

È fondamentale investire sul team. Ma anche su tutta la tutela dei marchi, dei brevetti, dei software e sul diritto d’autore in generale, qualora si tratti di aziende attive nel campo dell’innovazione tecnologica. E poi avere una base sociale il più possibile ridotta o coesa. Quando si va a valutare le exit in società che hanno fatto magari diversi round di finanziamento e hanno in pancia tanti soci (anche fondi più piccoli o incubatori, essenziali nella fase di startup o avviamento del progetto), a volte le clausole di governance richieste in sede di aumento di capitale rendono difficile gestire l’operazione. Quindi focalizzarsi sul team, la tutela corretta di tutti gli asset dell’azienda e la gestione adeguata di eventuali aumenti di capitale sia a livello di governance che di valutazione, consentono una pianificazione strategico-finanziaria che rende l’azienda più appetibile sul mercato per una potenziale operazione di exit.

Ci sono altre modalità per finanziare il proprio business?

Sicuramente l’operazione di exit è importante (in certi casi è anche l’unica strada percorribile), ma ci sono tantissime modalità, a volte più corrette, per finanziare il proprio business che vengono trascurate soprattutto nel mondo delle startup. Ricorrere a finanziamenti bancari o bandi destinati al mondo dell’innovazione, per esempio, consente di fare un minor ricorso al capitale di rischio e avere soci fondatori più motivati e una compagine sociale più snella. Anche nel caso in cui si vadano poi a mettere in campo operazioni di exit.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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