Giovani imprenditori, ecco le agevolazioni per gli under 35

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I due incentivi (più uno) per i giovani che desiderano avviare o consolidare una nuova impresa in Italia, da Nord a Sud. We Wealth ne ha parlato con Francesca Chittolini, presidente di Giovani imprenditori Confesercenti

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“Oltre nuove imprese a tasso zero” è una misura che finanzia progetti d’investimento volti a realizzare nuove iniziative o a estendere, diversificare e trasformare attività esistenti. Previsto un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto

“Resto al Sud” sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017

Sebbene l’anno pandemico abbia avuto un forte impatto sulle aziende giovanili, e sul loro avviamento, gli under 35 guardano con positività al loro futuro professionale. E puntano il cannocchiale sulle agevolazioni che sostengono la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali. Da “Oltre nuove imprese a tasso zero” a “Resto al Sud”, ecco una raccolta dei principali incentivi a livello nazionale a cura di We Wealth in collaborazione con Francesca Chittolini, presidente dei Giovani imprenditori di Confesercenti Nazionale.

Oltre nuove imprese a tasso zero

Tra gli incentivi gestiti da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del ministero dell’Economia, si segnala “Oltre nuove imprese a tasso zero”. Una misura che finanzia progetti d’investimento volti a realizzare nuove iniziative o a estendere, diversificare e trasformare attività esistenti. “Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a tre milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili”, spiega Chittolini. “Inoltre, si rivolgono alle micro e piccole imprese composte prevalentemente da giovani tra i 18 e i 35 anni o donne di qualsiasi età (che devono rappresentare almeno il 51% della compagine sociale, ndr)”. Aziende che devono essere state costituite necessariamente nei cinque anni precedenti, “con regole e modalità differenti a seconda che si tratti di imprese costituite da non più di tre anni” o “da almeno tre anni e da non più di cinque”, si legge sul sito di Invitalia, ma possono presentare la domanda (insieme al business plan e alla documentazione necessaria sulla piattaforma informatica dedicata a partire dalle ore 12 del 19 maggio 2021) anche le persone fisiche, purché costituiscano la società successivamente all’ammissione alle agevolazioni.

Le imprese costituite da non più di tre anni, nel dettaglio, possono partecipare con progetti d’investimento fino a 1,5 milioni di euro e accedere a un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammissibile (relative per esempio a macchinari, impianti, attrezzature, brevetti, licenze, marchi e programmi informatici). Inoltre, possono anche fare richiesta per un contributo (sempre fino al 20%) volto a coprire il fabbisogno di capitale circolante legato alle spese per materie prime e servizi indispensabili allo svolgimento dell’attività. Quanto invece alle imprese costituite tra i tre e i cinque anni, si parla di progetti fino a tre milioni di euro. In questo caso, il mix di tasso zero e fondo perduto non può superare il limite del 15% della spesa ammissibile. In entrambi i casi, i settori che possono accedere alle agevolazioni sono manifatturiero, servizi, commercio e turismo. I piani d’impresa, invece, possono essere avviati solo successivamente alla presentazione della richiesta e portati a termine entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento. Secondo gli ultimi dati aggiornati al 1° maggio 2021, si contano 582 iniziative già finanziate, 131 milioni di agevolazioni concesse e 2.987 nuovi posti di lavoro costituiti.

Resto al Sud

Resto al Sud invece è un incentivo “dedicato a giovani imprenditori che avviano e fanno vivere la loro attività nel Sud Italia”, osserva Chittolini, in particolare in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017 (Lazio, Marche e Umbria). “Si rivolge a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni e fa leva su fondi disponibili per un miliardo e 250 milioni di euro”, continua l’esperta. I progetti finanziabili possono riguardare attività produttive dell’industria, dell’artigianato o dei settori della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione di prodotti agricoli; ma anche la fornitura di servizi a imprese e persone, il turismo e le attività libero professionali, mentre restano escluse le attività agricole e il commercio.

L’agevolazione copre fino al 100% delle spese per un finanziamento massimo di 50mila euro, ma anche di 200mila euro nel caso di imprese con almeno quattro soci e di 60mila euro per le imprese individuali con un unico soggetto proponente. Nel dettaglio, si parla per il 50% di un contributo a fondo perduto e per il 50% di un finanziamento bancario garantito dal Fondo di garanzia per le pmi. “A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto”, scrive Invitalia, pari a “15mila euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale” e “fino a un massimo di 40mila euro per le società”, che sarà erogato al “completamento del programma”.

Oltre alle misure sopracitate, precisa Confesercenti, i giovani possono anche utilizzare le garanzie pubbliche tramite il Fondo centrale di garanzia. In questo ambito, l’associazione offre agli interessati informazione e assistenza per accedere al Fondo, ma anche indicazioni su eventuali bandi regionali e camerali. “Siamo ovviamente in attesa e ci auguriamo che siano prossime nuove misure che possano essere emanate dal governo o direttamente dalle regioni, come i bandi per l’avviamento di nuove imprese”, interviene Chittolini. Poi conclude: “Crediamo sia veramente importante che si attivino agevolazioni per la digitalizzazione delle imprese perché, soprattutto nell’ultimo anno pandemico, essere presenti sul web è diventato imprescindibile, motivo per cui occorrono nuovi strumenti incentivanti, flessibili e snelli. Soprattutto per le imprese giovani. Con il nostro gruppo vogliamo essere un punto di riferimento ma anche d’incontro, in modo che possano entrare in contatto tra loro per creare nuove sinergie, nuovi momenti di confronto e, perché no, anche nuove joint venture”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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