Pmi italiane: solo il 22% in “rosa”, ma più donne ai vertici

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Le imprese al femminile rappresentano solo il 22% del totale. Si tratta prevalentemente di ditte individuali attive nei settori dei servizi e della sanità

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Le imprese italiane al femminile sono oggi 1.381.987, appena il 22% del totale. Il 76% sono ditte individuali a fronte del 15% delle società di capitali

Si contano 984.366 cariche ricoperte da donne alla fine dello scorso anno, di cui 33.645 presidenti (+2,03% nel biennio considerato) e 18.327 vice presidenti (+3,37%)

La strada per colmare il divario di genere resta irta di ostacoli. Stando a una nuova analisi condotta da Crif, le imprese italiane al femminile sono oggi 1.381.987, appena il 22% del totale. Il 76% sono ditte individuali a fronte del 15% delle società di capitali, l’8% delle società di persone e l’1% di associazioni. Anche se non mancano deboli segnali incoraggianti quando si parla di donne al vertice.

La mappa dei settori al femminile

L’indagine ha esaminato le ditte individuali con titolare al femminile e le società in cui la maggioranza dei componenti dell’organo di amministrazione è in “rosa” o la maggioranza delle quote di capitale è detenuta da donne. Quello che è emerso è che il 40% del settore dei lavori domestici è al femminile, una percentuale che scende al 38% nella sanità, al 31% nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione e al 29% nell’istruzione. Se si considerano le attività finanziarie e assicurative si parla solo del 19%. Fanalino di coda i settori dell’estrazione di minerali da cave e miniere col 9% di imprese rosa, delle costruzioni (7%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (6%). L’analisi geografica rivela invece una distribuzione piuttosto omogenea. Sul podio Basilicata, Molise e Umbria che vantano rispettivamente un’incidenza delle imprese al femminile pari al 25% del totale. Seguono Abruzzo, Calabria, Liguria, Sicilia e Valle d’Aosta con il 24%. Sul versante opposto la Lombardia e il Trentino-Alto Adige con il 19%.

“Questi dati confermano che la strada per colmare il gender gap in Italia è ancora lunga”, interviene Gaia Cioci, senior director di Crif. “Ci auguriamo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza possa dare una forte accelerazione allo sviluppo dell’imprenditoria femminile. In questa direzione va il decreto del 24 novembre 2021 che ha integrato le risorse a sostegno con i 400 milioni di euro previsti dall’investimento 1.2 Creazione di imprese femminili dal Pnrr. Si tratta di un intervento cardine del ministero dello Sviluppo economico che punta a rendere strutturali le agevolazioni per favorire la partecipazione delle donne nel mondo delle imprese, rafforzando e ridisegnando gli attuali incentivi a supporto dell’imprenditoria femminile per aumentare la loro efficacia”.

Donne ai vertici: 8.600 in più

In questo contesto, secondo una recente ricerca dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere, dall’inizio della pandemia le donne ai vertici sono cresciute del +0,88%. Si parla di 8.602 posizioni in più, che si confrontano però con un calo dello 0,46% delle donne che in generale ricoprono delle cariche nel sistema imprenditoriale tricolore (12mila posizioni in meno tra dicembre 2019 e dicembre 2021). Complessivamente si contano 984.366 cariche ricoperte da donne alla fine dello scorso anno, di cui 33.645 presidenti (+2,03% nel biennio considerato) e 18.327 vice presidenti (+3,37%). La maggior parte riveste il ruolo di consigliere (225mila, pari al 25,4% del totale per una crescita del 2,52% rispetto al 2019). Le amministratrici sono 38.577, pari al 22,68% (+4,48% nello stesso periodo). Calano invece le consigliere e amministratrici delegate che ammontano a 4.532, pari al 22,74% (-4,77%).


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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