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Al 30 settembre 2020 il numero di imprese italiane che registrano oltre 30 giorni di ritardo nel pagamento dei propri fornitori ha raggiunto il 12,7%
In termini regionali la Sicilia mantiene il primato negativo, seguita da Calabria, Campania e Trentino Alto-Adige. Tra le province meno virtuose spiccano Reggio Calabria e Trapani
Marco Preti di Cribis: “Bisogna farsi carico dello stato di salute sia dei propri fornitori che dei propri clienti per ritrovare la certezza che i flussi dei pagamenti non vengano bloccati”
In termini di province, invece, restano tra le “più puntuali” Brescia, Sondrio, Bergamo, Lecco e Trento, che fronteggiano sul versante delle “meno virtuose” Reggio Calabria, Trapani, Palermo, Enna e Crotone. A livello globale, precisa Preti, i dati più preoccupanti riguardano l’Asia, tra cui Thailandia, Singapore e Filippine, ma anche il Sudafrica. Taiwan, al contrario, si avvicina alle migliori nazioni europee, mentre gli Stati Uniti contano circa il 54% delle aziende che pagano alla scadenza.
Tornando a spostare la lente d’ingrandimento sul Belpaese, dopo aver raggiunto livelli particolarmente gravi a seguito delle crisi finanziarie del 2013-2014, “negli ultimi anni era stata evidenziata una certa stabilizzazione”, aggiunge, ma “l’effetto covid si è fatto sentire sulla liquidità delle imprese”. “Quando manca la liquidità, i pagamenti si rallentano – continua Preti – Risolvere questa problematica non significa solamente trovare fondi da banche che possano finanziare il circolante, ma essere pagati normalmente, poter rendere liquide le fatture e poter crescere in termini di nuova clientela”.
Secondo l’esperto, in una fase di particolare incertezza come quella che stanno vivendo oggi le imprese, è necessario ritrovare dunque una maggiore vicinanza con clienti e fornitori. “Le aziende più virtuose stanno già ricercando questa connessione – conclude Preti – Bisogna farsi carico dello stato di salute sia dei propri fornitori che dei propri clienti, per rendere complessivamente virtuosa la filiera e ritrovare la certezza che i flussi dei pagamenti non vengano bloccati. Adesso più che mai è fondamentale un’attenta gestione di fornitori o partner commerciali, per intervenire tempestivamente sulle situazioni in rapido deterioramento”.

