Mediobanca: wealth in crescita, ma i conti non convincono Piazza Affari

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Nonostante il quadro complessivamente in rallentamento per utili e ricavi trimestrali, il wealth management è stata una componente di traino per i conti. Per Mediobanca un nuovo record di l’utile nel semestre

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Nonostante il record di utile semestrale, gli ultimi tre mesi hanno mostrato un calo di ricavi e profitti, dovuto alla debolezza nel confronto annuo del corporate & investment banking

“Perché siamo così eccitati del progetto Mediobanca Premier? Perché il mercato potenziale è molto grande, pari a 1.000 miliardi di euro ed per il 55% non in gestione”, ha dichiarato l’ad, Alberto Nagel

Il titolo Mediobanca procede in calo dell’1,4% a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei conti trimestrali che hanno evidenziato un calo annuo di ricavi e utili, frenati dalla divisione di investment banking. 

Nel secondo trimestre fiscale, i ricavi di Mediobanca sono stati pari a 867 milioni, in calo del 4% rispetto all’anno precedente e stabili sul trimestre, ma superiori di circa il 3% rispetto alle attese medie degli analisti. L’utile netto è stato di 260 milioni (contro i 257 attesi dal consenso), con una diminuzione del 11% rispetto all’anno precedente e del 26% rispetto al trimestre precedente. 

Le commissioni, invece, hanno subito una diminuzione del 8% anno su anno, arrivando a 242 milioni, ma rispetto al trimestre precedente, hanno registrato una significativa crescita del 35%. Il costo del rischio è pari 57 punti base, in aumento di 11 punti base rispetto al trimestre precedente. 

I dati sul semestre fiscale sono stati complessivamente positivi. Mediobanca ha raggiunto il record storico di utile netto semestrale a oltre 610 milioni, portando il Rote, una misurazione della redditività, al 13,3% (in aumento di 60 punti base rispetto a giugno). I ricavi sono stati di 1,731 miliardi, in aumento del 4%.

Bene i conti del wealth management e outlook positivo 

Nonostante il quadro complessivamente in rallentamento, il wealth management è stata una componente di traino per i conti – e la banca si aspetta che continuerà ad esserlo grazie a una minore concorrenza del Btp, con rendimenti in calo, sui prodotti di risparmio gestito nel 2024. 

I ricavi del secondo trimestre, per questa divisione, hanno registrato un aumento del 15% annuo a 240 milioni e un +10% sul trimestre precedente. L’utile netto del Wm è stato di 50 milioni, in aumento del 31% rispetto all’anno precedente e in sostanziale continuità sul quarto precedente. I Total financial asset (Tfa) hanno mostrato una crescita del 12% su base annua a 94 miliardi e un aumento del 5% rispetto al trimestre precedente. Ad aver aiutato il Wm nell’ultimo trimestre, ha precisato la banca, è stata la “forte attività di prodotti strutturati e bond”.

Il tasso di crescita del wealth management di Mediobanca è stato circa doppio rispetto alla media di mercato negli ultimi due trimestri, con una crescita degli asset gestiti e amministrati del 3 e 3,9% per Piazzetta Cuccia, a confronto con incrementi dell’1,5 e 1,6% registrati dal mercato.  

La strategia di Mediobanca, unico brand per il wealth

“Nel semestre il gruppo raggiunge il record storico di utile netto semestrale, riducendo gli attivi ponderati di oltre 2 miliardi, portando il Rote ad oltre il 13%”, ha commentato l’ad di Mediobanca Alberto Nagel, “guardando ai prossimi mesi, i principali business beneficeranno di un posizionamento favorevole in una fase di inversione del ciclo dei tassi e delle nuove iniziative strategiche volte ad implementare la vision del Piano “One Brand-One Culture”che vede il gruppo affermarsi come Wealth Manager”. 

Mediobanca ha lanciato lo scorso 15 gennaio il nuovo brand Mediobanca Premier, in sostituzione della vecchia Che Banca!, con l’obiettivo di fare leva sulla forza del marchio Mediobanca. In sei mesi questa struttura ha aumentato di 600 unità la clientela private e si prevede un “potenziamento dell’offerta del gruppo facendo leva sulle capacità interne con il lancio di nuovi prodotti in attività liquide e private market”.  

“Perché siamo così eccitati del progetto Mediobanca Premier? Perché il mercato potenziale è molto grande, pari a 1.000 miliardi di euro ed per il 55% non in gestione”, ha dichiarato Nagel durante la conference call, “pensiamo che il nostro brand possa essere molto attrattivo non solo per i clienti, ma anche per i consulenti finanziari e i banker… pensiamo che Mediobanca Premier sarà un driver molto importante per la crescita di tutta la divisione wealth management”.

Guardando ai prossimi mesi, ha chiarito Nagel, Mediobanca Premier potrà in qualche modo beneficiare anche di una minore concorrenza del Btp sulla vendita di prodotti di risparmio gestito più remunerativi per la banca, grazie a “un ambiente di tassi d’interesse più benigno”.  


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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