Imprese sempre meno assetate di liquidità

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Il numero delle richieste di credito da parte delle imprese nel terzo trimestre dell’anno è calato del -18,8%. Cresce parallelamente l’importo medio

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Il calo delle richieste di credito da parte delle imprese ha coinvolto tanto le società di capitali (-13,5%) che le ditte individuali (-27,2%)

L’analisi regionale mostra come la contrazione abbia riguardato principalmente Marche (-25%), Basilicata (-24,7%) e Liguria (-22,9%)

Registrato un incremento dell’importo medio richiesto del +20,5% (103.701 euro), guidato dalle imprese individuali (+24,1% per 37.324 euro)

Le imprese italiane si agganciano alla ripresa post-covid, placando la loro sete di liquidità. Secondo l’ultima analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, il numero delle richieste di credito nel terzo trimestre dell’anno è calato del -18,8% sullo stesso periodo del 2020 sfiorando nuovamente i livelli precedenti allo scoppio della crisi pandemica. Un trend che ha coinvolto tanto le società di capitali (-13,5%) che le imprese individuali (-27,2%) e che conferma il ritmo già registrato nei tre mesi precedenti.
“La combinazione tra il miglioramento della congiuntura economica e gli effetti dei provvedimenti straordinari varati per minimizzare l’impatto della pandemia sull’economia reale, in primis le moratorie, hanno avuto un impatto significativo sul contenimento della rischiosità creditizia e questo ha favorito anche politiche di erogazione più distese”, spiega Simone Capecchi, executive director di Crif. “Malgrado il ritorno a un ciclo economico favorevole grazie anche all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il progressivo venire meno dei provvedimenti che hanno consentito di sospendere il pagamento delle rate potrebbe determinare un peggioramento della qualità del credito per cui è auspicabile un superamento graduale di queste misure per evitare ulteriori shock”.
L’analisi regionale mostra come la contrazione abbia riguardato principalmente Marche (-25%), Basilicata (-24,7%) e Liguria (-22,9%). Meno importante il calo messo a segno in Sardegna (-1,1%), Trentino-Alto Adige (-4,7%) e Lazio (-8,3%). Quanto all’importo medio richiesto, invece, il più elevato si registra proprio nel Trentino-Alto Adige (151.335 euro), seguito da Lombardia (111.003 euro) e Lazio (106.534 euro). Sul versante opposto Valle D’Aosta (43.598 euro), Sicilia (57.808 euro) e Sardegna (66.560 euro).

In media si parla dunque di un incremento dell’importo medio richiesto del +20,5% (103.701 euro), guidato dalle imprese individuali (+24,1% per 37.324 euro). “La contrazione del numero di richieste accompagnato dal contemporaneo aumento dell’importo medio dei finanziamenti può essere letto come il consolidamento della tendenza delle imprese a frazionare meno le fonti approvvigionamento grazie a condizioni di offerta più distese”, osserva al proposito Capecchi. Poi conclude: “Nello specifico tendono a fare meno richieste di importo contenuto a più istituti bancari e a rivolgersi principalmente alle proprie banche di riferimento, con le quali hanno rapporti consolidati”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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