Imprese: pagamenti puntuali ai massimi da 10 anni

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Nel terzo trimestre dell’anno le imprese che pagano puntualmente i propri fornitori hanno raggiunto quota 38%, il dato più elevato degli ultimi 10 anni

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A calare sono i cosiddetti ritardatari “gravi” (coloro che saldano le fatture oltre 30 giorni dopo la scadenza), scivolati dal 12,8% dello scorso giugno all’11,8% di settembre

Calabria, Campania e Sicilia hanno messo a segno l’incremento più elevato di pagamenti puntuali rispetto al trimestre precedente

I pagamenti tra imprese si agganciano alla ripresa economica tricolore, lasciandosi alle spalle l’impronta negativa dell’emergenza sanitaria. Secondo la nuova indagine di Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information, nel terzo trimestre dell’anno le aziende che pagano puntualmente i propri fornitori hanno raggiunto quota 38%, il dato più elevato degli ultimi 10 anni. Si parla di una crescita del 4,1% sui tre mesi precedenti e del 9,5% rispetto alla fine del 2019.
Parallelamente, a calare sono i cosiddetti ritardatari “gravi” (coloro che saldano le fatture oltre 30 giorni dopo la scadenza), scivolati dal 12,8% dello scorso giugno all’11,8% di settembre. “I dati indicano un significativo consolidamento della fase di ripresa cominciata a inizio anno”, osserva Marco Preti, amministratore delegato di Cribis. Tuttavia, ricorda, “l’impatto negativo dell’emergenza covid-19 sull’economia del nostro Paese non si è ancora del tutto esaurito, come testimoniato dalla crescita dei pagamenti in grave ritardo (+12,4%) rispetto a fine 2019”.
In questo contesto Calabria, Campania e Sicilia hanno messo a segno l’incremento più elevato di pagamenti puntuali rispetto al trimestre precedente. Si stima rispettivamente un aumento del +10,6%, +6,4% e +5,6% su giugno. Ciononostante, non riescono a staccarsi dalla coda della graduatoria nazionale. La Sicilia, in particolare, guadagna l’ultima posizione con il 20,9% di imprese che pagano alla scadenza, accompagnata sul fondo da Calabria (22,9%) e Campania (24,8%). Resta leader della puntualità la Lombardia (47,4%), affiancata da Emilia-Romagna (46%), Veneto (45,8%), Friuli-Venezia Giulia (45,1%) e Marche (43,8%). Sicilia, Calabria e Campania ottengono anche il primato negativo in termini di ritardi gravi, con il 20,7%, il 19,8% e il 18,6% rispettivamente. Anche se la Calabria si distingue tra le regioni che riportano il calo più consistente in tal senso con il -10,4%, accanto a Friuli-Venezia Giulia (-10,9%) e Trentino-Alto Adige (-11,1%).

L’analisi per province vede Belluno guadagnare dieci posizioni, salendo dalla 20esima alla decima posizione, Verbania guadagnarne otto (dalla 24esima alla 16esima), Foggia cinque (dalla 90esima all’85esima) e Pordenone altre cinque (dalla 17esima alla 12esima). Sul versante opposto Ravenna, che scivola dalla 15esima alla 23esima posizione, e Forlì-Cesena (dalla decima alla 15esima). In linea generale, le più virtuose sono Brescia, Sondrio, Bergamo, Lecco e Reggio-Emilia, mentre quelle meno virtuose sono Trapani, Reggio Calabria, Palermo, Crotone ed Enna. Quanto ai settori, si distinguono in positivo assicurazioni e broker, servizi legali e prodotti in gomma e plastica; in negativo bar e ristoranti, trasporto aereo e settori governativi.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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