Fondi azionari da record: raccolti 580 miliardi di dollari nel semestre

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Cresce la propensione verso l’investimento azionario, spinto dai bassi rendimenti e dal rischio-inflazione

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Secondo i dati EPFR Financial intelligence gli afflussi sui fondi azionari si sono estesi su tutte le principali aree geografiche

Nella sola Europa, si apprende dai dati preliminari di Morningstar, i fondi azionari hanno raccolto 245 miliardi di euro, contro i 3 miliardi registrati nel primo semestre dello scorso anno

Continuando con questo ritmo, i fondi azionari avranno raccolto più denaro nel solo 2021 che nei 20 anni precedenti sommati assieme

La riduzione delle opportunità di investimento nel reddito fisso, dettata da tassi d’interesse contenuti e da un’inflazione in netto aumento, si è tradotta in una raccolta netta record per i fondi azionari globali. Nella prima metà dell’anno, si apprende dai dati di EPFR Financial Intelligence, l’afflusso netto per questa categoria di fondi è stato di 580 miliardi di dollari. La cifra si erge altissima, a confronto con i dati sulla raccolta registrati dal 2002 ad oggi. Il secondo miglior semestre, il Q1 2017, aveva visto afflussi netti ben inferiori ai 200 miliardi. Se il ritmo osservato finora dovesse proseguire fino al termine dell’anno, hanno fatto notare gli strategist di Bank of America, i fondi azionari avrebbero raccolto più denaro nel solo 2021, che nel corso dei 20 anni precedenti sommati assieme.

Anche in Europa il trend è stato il medesimo. Secondo i dati preliminari di Morningstar, i fondi azionari aperti (ETF inclusi) hanno incassato nel primo semestre dell’anno 245 miliardi di euro, contro i 3 miliardi raccolti l’anno passato nello stesso periodo.

“Questi numeri certificano la modalità risk-on degli investitori, sulla scia dell’efficace campagna vaccinale… il tutto supportato nel corso di questi ultimi mesi anche da una serie di trimestrali incoraggianti”, ha commentato Valerio Baselli, senior editor EMEA per Morningstar, “non è un caso che l’Economic Sentiment Indicator (ESI) europeo abbia toccato a fine giugno il punto di alto da 21 anni a questa parte (117 punti)”.

Gli afflussi registrati da EPFR, hanno mostrato come la domanda degli investitori si sia rivolta a fondi azionari focalizzati su una pluralità di mercati, inclusi quello giapponese e globale. A restare in disparte è stato, invece, il flusso di denaro indirizzato ai fondi obbligazionari, in particolare quelli dedicati ai titoli sovrani, che hanno attirato 33 miliardi dollari netti nel primo semestre.

Per quanto riguarda l’Europa, afferma Morningstar, i fondi azionari globali large-cap blend sono quelli che hanno registrato la maggiore raccolta nel semestre, con quasi 49 miliardi di euro di flussi netti, seguiti a distanza dai fondi della categoria “ecologia”, con 21 miliardi incassati.

Le performance dei mercati azionari, dopo un 2020 volatile ma complessivamente positivo, è stata consistente anche nella prima metà del 2021. L’S&P 500 ha guadagnato oltre il 15%, mentre l’Euro Stoxx 600, al 5 luglio, registra una performance superiore al 13,6%. I dati statunitensi sull’inflazione, con l’indice dei prezzi al consumo arrivato a segnare il 5% a maggio, e la cornice anticipata per il rialzo dei tassi Fed, non hanno invertito la performance dell’indice azionario di riferimento negli ultimi 30 giorni: l’S&P 500, alla chiusura di venerdì 2 luglio, segna un progresso vicino al 3%.

Sul versante opposto, la massa di debito che in questo momento presenta rendimenti inferiori allo zero avrebbe un controvalore pari a 12mila miliardi di dollari. La posizione degli analisti sul mercato del reddito fisso è piuttosto concorde nel ritenere le opportunità interessanti più rare e difficili da individuare rispetto a un tempo – costringendo a volgere lo sguardo su mercati meno battuti e più rischiosi.

Negli ultimi mesi investitori tradizionalmente poco propensi all’investimento in bond, come Ray Dalio, hanno radicalizzato le proprie posizioni, alla luce dell’attuale contesto macroeconomico: “credo che un portafoglio ben diversificato di asset non-debt e non-dollar sia preferibile al tradizionale mix azioni/obbligazioni”, scriveva già lo scorso marzo il fondatore di Bridgewater Associates. Negli ultimi mesi l’ascesa del rischio-inflazione ha ulteriormente orientato lo scenario in questa direzione: “Anche con le stime più prudenti sull’inflazione, il rendimento reale delle obbligazioni è negativo”, ha commentato al Financial Times, Diane Jaffee, portfolio manager di TCW, secondo la quale i mercati azionari che potranno correre di più nei prossimi mesi saranno quelli relativi alle economie più coperte dalle vaccinazioni anti-Covid. Sul fronte azionario, tuttavia, andrà valutato l’impatto del restringimento monetario preannunciato dalla Fed per il 2023. Tuttavia, lo spettro del taper tantrum, la (temuta) prospettiva del restringimento delle politiche monetarie, ha avuto, almeno per ora, modeste ripercussioni sui mercati.

“Per quanto riguarda la seconda parte dell’anno, crediamo che l’ottimismo degli investitori continuerà ancora, seppur bisogna essere consapevoli del fatto che man mano che il ciclo si evolve, gli investitori si faranno sempre più prudenti riguardo a eventuali possibili freni”, ha aggiunto Valerio Baselli, “una delle principali preoccupazioni è l’inflazione, senza dimenticare il timore di una terza ondata di contagi in autunno e lo spettro di nuove chiusure”.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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