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Il contesto macroeconomico americano sulla via del miglioramento ha incoraggiato la Fed a dare ulteriori segnali di una politica monetaria avviata verso moderato e progressivo restringimento. Il primo atto dovrebbe essere l’arrivo del tapering a partire da dicembre
Le proiezioni sui rialzi dei tassi attesi per i prossimi anni indicano un percorso meno accomodante, anche se il presidente Powell ha voluto sottolineare come nulla sia scolpito sulla pietra: “Nessuno sa dove si troverà l’economia tra un anno o più”
“Queste proiezioni non rappresentano una decisione o un piano della commissione e nessuno sa con certezza dove sarà l’economia tra un anno o più”, ha detto durante la conferenza stampa il presidente della Fed, Jerome Powell, cercando di rassicurare gli investitori sul fatto che le condizioni finanziarie non verranno ristrette prima del tempo. Per ora, tuttavia, il Fomc sembra proseguire sulla rotta prevista dagli analisti. Da qui a novembre i dati macroeconomici sull’inflazione e l’occupazione, assieme a quelli relativi ai contagi da Covid-19, potrebbero dare le conferme definitive che la Fed sta aspettando prima di dare il via al tapering nel modo più liscio. Il Federal open market committee, inoltre, si è espresso per una riduzione nel ritmo degli acquisti “graduale”, ha fatto sapere Powell, indicando che l’attuale andatura, di 120 miliardi di acquisti netti mensili, si potrebbe arrestare nella seconda meta del 2022.
Secondo gli analisti OCBC Treasury Research “gli sviluppi del Fomc sono come complessivamente hawkish: Powell ha dato al mercato abbastanza informazioni per avere una visione chiara dell’inizio e del ritmo del processo di tapering, facendo effettivamente un pre-annuncio”.
L’atteggiamento dimostrato dalla Federal Reserve ha convinto la Borsa americana, che ha chiuso la seduta del 22 settembre in rialzo aumentando i guadagni a ridosso della pubblicazione delle decisioni di politica monetaria.

