Debito pubblico, Standard & Poor’s conferma rating Italia

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I timori della vigilia erano giustificati, ma Standard & Poor’s alla fine ha confermato il rating del debito pubblico italiano. E ora lo spread può tirare un respiro di sollievo

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La valutazione resta Bbb per l’Italia, con outlook negativo, uno scenario che allenta le tensioni sul mercato obbligazionario

Il deficit salirà al 6,3% del Pil alla fine del 2020, con un rapporto debito / Pil prossimo al 153%

Per quanto riguarda invece la crescita, S&P prevede una contrazione del 9,9% nel 2020, con un rimbalzo del 6,4% nel 2021

La giornata di venerdì 24 aprile era iniziata inquieta, con il risparmio gestito per il mese di marzo in contrazione e Moody’s che tagliava il rating di alcune linee di credito deteriorate. Gli operatori erano dunque col fiato sospeso.
Poi, in serata, è arrivato il respiro di sollievo: l’agenzia Standard & Poor’s ha confermato per l’Italia il rating del suo debito pubblico. La valutazione resta quindi Bbb per l’Italia, con outlook negativo. “In tale scenario crediamo che si possa assistere ad un allentamento delle tensioni sul mercato obbligazionario, con uno spread btp/bund in flessione verso i 225 punti base”. A parlare è Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia.

In altre occasioni, l’attesa della decisione di S&P avrebbe forse generato più nervosismo. Nella tarda serata di mercoledì 22 aprile però la Bce ha sorpreso in positivo gli operatori decidendo di allargare il suo piano d’acquisito titoli ai junk bond con rating superiore al BB- per l’uso come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento del settore bancario europeo. Una vera e propria azione paracadute – in atto fino al settembre 2021 – per i paesi europei più vulnerabili.

Italia oltre il rating: numeri e prospettive

Per quanto riguarda deficit e rapporto debito / Pil invece, S&P prevede che il primo salirà al 6,3% del Pil alla fine del 2020, con un debito prossimo al 153%. S&P prevede inoltre che il Pil italiano si contrarrà del 9,9% nel 2020. Metterà però poi a segno nel 2021 un rimbalzo. Il prossimo anno infatti dovrebbe registrare un aumento del 6,4%. “La tempistica e la forma della ripresa restano incerte”, si legge nella nota ufficiale dell’agenzia, la quale prevede anche un tasso di disoccupazione all’11,2% quest’anno.

Non si esclude però per il futuro una possibile revisione al ribasso del rating del Belpaese se il debito non imboccherà una chiara dinamica di riduzione nel corso del prossimo triennio. Questo potrebbe accadere se ci sarà un marcato deterioramento delle condizioni di credito che metta a repentaglio la sostenibilità delle finanze pubbliche.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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