Bce, scudo per l’Italia: via libera ad acquisto junk bond

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Come la Fed, la Bce elimina il tabù dell’acquisto dei junk bond, le obbligazioni classificate dalle agenzie di rating come “spazzatura”. La decisione giunge provvida alla vigilia del giudizio di S&P sul debito dell’Italia, anche se…

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Per un’impresa in difficoltà, significa poter accedere al mercato della liquidità a tassi prossimi allo zero. La mossa della Banca centrale europea giunge a sorpresa nella serata di mercoledì 22 aprile 2020, proprio alla vigilia del giudizio S&P

L’Ocse in febbraio stimava che 275 miliardi di dollari di obbligazioni societarie potrebbero diventare “angeli caduti” entro il 2021 in seguito al declassamento delle agenzie

Dal 2011, il valore delle obbligazioni europee tripla B meno è esploso da 330 a 1.140 miliardi di euro. Nello stesso tempo, l’emissione di titoli doppia B nel mercato dell’alto rendimento è passata da 74 a 185 miliardi di euro

Adesso la Bce “può decidere, se e quando necessario, di prendere misure addizionali per mitigare l’impatto dei declassamenti”. Ancora una volta, la nostra banca centrale fa prima dei politici

L’ultimo tabù è caduto. Fallen angel in caduta libera? Nessun problema, arriva la Bce. Christine Lagarde si sta facendo perdonare con una serie di azioni concrete dopo l’infelice uscita “non siamo qui a chiudere gli spread”. Ora, tocca al debito high yield, molto spesso ex debito investment grade di fresca bocciatura a causa della crisi.
L’allentamento delle regole in materia di acquisto del debito giunge a un giorno e mezzo dal temuto giudizio di S&P sull’indebitamento italiano. Anche se, bisogna specificarlo, i funzionari della Bce hanno precisato che la decisione di accettare le obbligazioni dei fallen angels come garanzie reali del debito è stata pensata più per le obbligazioni societarie che per quelle sovrane. Ma non c’è ancora nessuna dichiarazione ufficiale, e il tempismo della nostra banca centrale è stato in ogni caso perfetto. Il piano di acquisto titoli di Mario Draghi infatti, in vigore dal 2012, vietava l’acquisto di titoli che non fossero investment grade, ovvero che non avessero un elevato merito di credito.

Lo scudo della Bce per le imprese a rischio downgrade

Dal 2011, il valore delle obbligazioni europee tripla B meno (ossia una “tacca” sopra il declassamento a junk bond) è esploso da 330 a 1.140 miliardi di euro. Nello stesso tempo, l’emissione di titoli doppia B nel mercato dell’alto rendimento è passata da 74 a 185 miliardi di euro (dati Ubs).

Per un’impresa in difficoltà, la svolta di Francoforte significa poter accedere al mercato della liquidità a tassi prossimi allo zero. La mossa della Banca centrale europea giunge a sorpresa nella serata di mercoledì 22 aprile, proprio alla vigilia del giudizio S&P (24/4/2020)  sul merito creditizio dell’Italia. L’Ocse in febbraio stimava che 275 miliardi di dollari di obbligazioni societarie potrebbero diventareangeli caduti” entro il 2021 in seguito al declassamento delle agenzie. Nella dichiarazione ufficiale dell’Eurotower si legge che “la Bce può decidere, se e quando necessario, di prendere misure addizionali per mitigare l’impatto dei declassamenti”. Tutto ciò con l’intento di “assicurare una trasmissione morbida della politica monetaria a tutte le giurisdizioni dell’are euro”.

Del resto la Bce aveva già concesso una deroga ai titoli di Stato della Grecia. L’allentamento delle garanzie reali dovrebbe durare fino al settembre 2021.

Alberto Gallo, gestore di portafoglio di Algebris Investments, dice al Financial Times che “la Bce sta agendo per limitare l’azione prociclica delle agenzie di rating”. In altre parole: le agenzie di rating, con i loro declassamenti del merito creditizio delle società non fanno che acuire la crisi. Adesso però sono scese in campo le banche centrali a fare scudo. Gallo aggiunge poi che l’azione della Banca centrale europea è arrivata per proteggere stati come l’Italia, le imprese con debito ad alto rendimento e le piccole e medie imprese “in quanto parte molto importante dell’economia reale. È importante che questo aiuto non vada solo alle grandi società”.

Junk bond, la mossa della Bce segna un punto di vera novità

La mossa della Bce, che anticipa la stagione dei rating, è una novità di rilievo nelle sue politiche. Evita infatti il cosiddetto doom loop (circolo vizioso) fra debito pubblico e sistema bancario, principale acquirente di questi titoli. Ad oggi, le banche italiane detengono circa il 25% del debito pubblico italiano. Un suo declassamento senza il paracadute dell’Eurotower avrebbe quindi conseguenze devastanti per tutto il sistema finanziario italiano.

Per ora la Bce ha cambiato le norme. Per avere una dichiarazione ufficiale che includa i titoli ad alto rendimento nei suoi programmi di acquisto bisognerà aspettare il nuovo meeting in programma il 30 aprile 2020. Di sicuro però il suo annuncio segna un ulteriore passo verso il suo interventismo, nel solco dell’approccio di Mario Draghi.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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