Secondo un rapporto della televisione pubblica svizzera, Rts, otto tra le più grandi banche della Confederazione hanno ricevuto più di 80 miliardi di franchi svizzeri di nuovi asset nella prima metà del 2020
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I fondi sono arrivati principalmente da privati provenienti dall’America Latina, dall’Europa e dal Medio Oriente
Ma, come in tutte le cose c’è anche il lato negativo della medaglia. La piazza finanziaria svizzera è stata offuscata a causa di questioni legate al riciclaggio di denaro
I clienti private verso la Svizzera. Secondo un rapporto della televisione pubblica svizzera, Rts, otto tra le più grandi banche della Confederazione hanno ricevuto più di 80 miliardi di franchi svizzeri (86 miliardi di dollari) di nuovi asset nella prima metà del 2020. Ubs ha registrato il maggiore risultato in termini di volumi con 20,8 miliardi di franchi (+1%) rispetto alla prima metà del 2019. La Banca cantonale di Zurigo ha invece avuto l’aumento più consistente dal punto di vista percentuale (+444% con 13,6 miliardi di franchi).
I report delle varie banche indicano come i fondi siano arrivati principalmente da privati provenienti dall’America Latina, dall’Europa e dal Medio Oriente. “Si tratta principalmente di una clientela internazionale (motivata dal Covid-19). Per i clienti internazionali che devono affrontare una crisi economica e sanitaria globale, la Svizzera è un paradiso di stabilità, sicurezza. In questi tempi frenetici, questi sono valori estremamente preziosi “, spiega Edouard Cuendet, direttore di Genève Place Financière. A questo si aggiunge anche il fatto che “la Svizzera offre questa immagine di un Paese che ha gestito bene la crisi, che ha una buona infrastruttura ospedaliera. E poi c’è la paura di Paesi, come la Francia ad esempio, che hanno bisogno di molti soldi e che come sempre punteranno sui ricchi “, dichiara Philippe Kenel, avvocato fiscalista. E infatti nella Confederazione c’è stato un vero e proprio aumento di persone che si sono stabilite in Svizzera. Secondo il report nel 2018 e nel 2019 si era registrato un calo, recuperato nei primi mesi del 2020 con l’aumento non solo delle richieste ma anche di persone che si vogliono stabilire in Svizzera. La scelta della Confederazione per scappare dalla tasse della propria nazione è dovuta, oltre che per i motivi sopra detti, anche per la solidità delle banche svizzere, che sono capaci di resistere alle crisi grazie alle loro grandi capitalizzazioni.
Fonte: televisione pubblica svizzera, Rts
Ma, come in tutte le cose c’è anche il lato negativo della medaglia. E infatti la piazza finanziaria svizzera è stata recentemente offuscata a causa di questioni legate al riciclaggio di denaro. L’ex capo della lotta contro il riciclaggio di denaro, Daniel Thelesklaf, si è infatti dimesso dall’Ufficio svizzero di comunicazione sul riciclaggio di denaro (Mros).
Thelesklaf in un’intervista rilasciata a settembre, aveva sottolineato come tutte le operazioni fossero in ritardo. Ma non solo il Mros sarebbe sommerso dalle denunce emesse dalle banche e solo una piccola parte dei fondi riciclati viene intercettata.
“Alla fine del 2019 non erano ancora state processate più di 6.000 denunce emesse dalle banche! Ciò corrisponde a un patrimonio potenzialmente illegale di diversi miliardi di franchi”, conclude l’ex capo della lotta al riciclaggio di denaro.
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