Educazione finanziaria: uno “scudo” contro la violenza sulle donne

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La violenza sulle donne si combatte anche con l’educazione finanziaria. Senza dimenticare che si tratta di uno “scudo” che può aiutarle a costruirsi un futuro previdenziale all’altezza delle loro aspettative. Raffaella Sommariva (Azimut Capital Management): “Non abbiate paura di rischiare, anche quando si parla di investimenti”

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Sommariva (Azimut Capital Management): “La mancanza di indipendenza economica è strettamente legata alla violenza di genere”

Oggionni (Electa Ventures): “Fare rete è fondamentale per raggiungere obiettivi complessi. Non esiste leadership senza rispetto e non esiste rispetto senza etica”

L’emancipazione femminile passa anche attraverso la possibilità di amministrare liberamente il proprio denaro. Ma la violenza economica, numeri alla mano, colpisce in Italia quasi una donna su due (secondo una recente indagine condotta da We World e Ipsos). L’associazione Donne in rete contro la violenza – che gestisce 106 centri antiviolenza e più di 60 case rifugio sul territorio italiano – calcola che tre donne su dieci non sono titolari di un conto corrente bancario e quattro su dieci dipendono economicamente dal proprio partner. Ma esiste uno “scudo” che può tutelarle.

“Quando incontro clienti donne, anche con un’esperienza professionale di un certo livello, per parlare del loro futuro previdenziale, raramente sono sole”, racconta Raffaella Sommariva, gestore senior di Azimut Capital Management intervenuta nell’ambito di una tavola rotonda sull’unione tra finanza e impresa al femminile in occasione dell’evento Empower Her organizzato da Azimut Women 545, community delle consulenti finanziarie dell’Area 5 della rete. “Generalmente sono affiancate da un uomo, che sia il compagno o il marito. Non dico che non sia legittimo ma questo ce la dice lunga su come, nell’ambito della finanza, la disparità di genere sia enorme. In più, come sappiamo, le donne guadagnano molto meno degli uomini. Tutto questo è gravissimo, perché la mancanza di indipendenza economica è strettamente legata alla violenza di genere”.

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L’educazione finanziaria in quest’ottica può “salvare” le donne dalla violenza. E con essa, continua Sommariva, anche una pianificazione finanziaria volta a conseguire i propri obiettivi di vita, al di là della relazione con il proprio partner, diventa fondamentale. “Le nuove generazioni hanno una cultura già diversa rispetto alle generazioni precedenti”, interviene Francesca Failoni, founder di Alps Blockchain, società specializzata in ricerca e sviluppo in ambito blockchain. “Se penso a una ragazza che va a parlare del suo futuro previdenziale con un consulente, non immagino vada col marito o che discuta di un conto cointestato. Le nostre nonne non avevano la stessa consapevolezza finanziaria, per cui sono state molto più limitate nelle scelte”, dice Failoni. “L’educazione finanziaria è indispensabile”, ribadisce Sommariva, che si occupa tra l’altro per Azimut Capital Management di uno dei pochi fondi pensione in Italia gestito interamente al femminile. “Penso si debba insegnare le donne a sviluppare una cultura finanziaria e a non avere paura di rischiare, anche quando si parla di investimenti”, afferma l’esperta.

Senza dimenticare che, se c’è parità, il Pil cresce. “La parte che amo del mio lavoro è quando si riesce a far sì che la finanza, con la quale traghettiamo milioni di risparmi, diventi un valore diffuso per la collettività, donne e uomini. Il che crea business, italianità che viene preservata, imprese che acquisiscono competitor stranieri e preservano patrimonio industriale. Si crea un fortissimo circolo virtuoso”, secondo Angela Oggionni, partner di Electa Ventures. Che ricorda infine il valore del team. “Fare rete è fondamentale per raggiungere obiettivi complessi. Non esiste leadership senza rispetto e non esiste rispetto senza etica. Noi donne spesso ci dimentichiamo che l’arma migliore per ritagliarci il nostro spazio ce l’abbiamo già: le nostre competenze e la nostra intelligenza emotiva”.

di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

Domande frequenti su Educazione finanziaria: uno “scudo” contro la violenza sulle donne

Qual è il legame tra indipendenza economica e violenza di genere secondo l'articolo?

L'articolo, citando Sommariva di Azimut Capital Management, evidenzia una stretta correlazione tra la mancanza di indipendenza economica nelle donne e la loro esposizione alla violenza di genere. L'emancipazione finanziaria è quindi presentata come uno strumento di protezione.

Qual è la dimensione del problema della violenza economica in Italia, secondo l'articolo?

L'articolo riporta che la violenza economica colpisce quasi una donna su due in Italia, sottolineando la gravità e la diffusione del fenomeno nel paese.

Quale ruolo gioca il 'fare rete' nell'emancipazione femminile, secondo Oggionni di Electa Ventures?

Oggionni sottolinea l'importanza del 'fare rete' per raggiungere obiettivi complessi legati all'emancipazione femminile. Questo approccio collaborativo è visto come fondamentale per superare le sfide.

Quali sono i principi etici fondamentali legati alla leadership, secondo l'articolo?

Secondo Oggionni, citata nell'articolo, non può esistere leadership senza rispetto, e non può esistere rispetto senza etica. Questi principi sono presentati come pilastri fondamentali per una leadership efficace e responsabile.

In che modo l'articolo suggerisce che l'educazione finanziaria possa agire come 'scudo'?

L'articolo suggerisce che l'educazione finanziaria, fornendo alle donne la capacità di amministrare autonomamente il proprio denaro, può fungere da 'scudo' contro la violenza, in particolare quella economica, promuovendo l'indipendenza e l'autonomia.

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