Covid-19, risparmiatori italiani pessimisti sul futuro

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Nonostante l’ingente mole di liquidità parcheggiata sui conti correnti, gli italiani sono i più pessimisti a livello europeo. Secondo uno studio di Intrum, solo l’8% si aspetta un miglioramento del proprio benessere finanziario nei prossimi sei mesi. I più ottimisti sono gli estoni

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Il 39% degli europei ritiene che a causa dell’emergenza pandemica abbia iniziato a risparmiare significativamente meno per il futuro rispetto ai livelli pre-covid

Il 46% delle donne dichiara di nutrire una scarsa fiducia nelle proprie capacità di risparmio

I millennial hanno maggiori probabilità di raggiungere livelli di indebitamento insostenibili

Gli effetti della pandemia sul benessere finanziario delle famiglie si sono rivelati fin da subito evidenti. Le previsioni sull’occupazione e sul rallentamento economico globale hanno condotto a un incremento dell’ansia dei risparmiatori e a un conseguente peggioramento delle aspettative sul futuro. E gli italiani, nonostante l’ingente mole di liquidità sui conti correnti, risultano essere i più pessimisti a livello europeo.
Secondo l’European consumer payment report 2020 di Intrum, società svedese partecipata per il 49% da Intesa Sanpaolo che ha intervistato 4.800 consumatori in 24 paesi europei, il 48% ritiene che il proprio benessere finanziario sia diminuito rispetto a sei mesi fa e un terzo si attende che continuerà a contrarsi anche nei prossimi sei mesi. Solo il 23%, invece, risulta essere più fiducioso. Se si considerano poi i risparmiatori italiani, le percentuali tendono a diventare più critiche. Se il 54% parla di una contrazione del benessere finanziario rispetto all’inizio dell’anno, solo l’8% si aspetta un miglioramento nei prossimi mesi, mentre i più ottimisti sono gli estoni (con il 55%), gli ungheresi (33%) e gli irlandesi (33%).

“La crisi epidemiologica avrà un impatto duraturo sulla gestione delle finanze private – spiega Mikael Ericson, presidente e ceo di Intrum – Detto questo, una consapevolezza finanziaria globale e la possibilità di modificare le proprie spese e incrementare i propri risparmi, consentiranno a molti consumatori europei di superare questi tempi incerti in modo alquanto positivo”. La capacità di risparmio è infatti una delle principali preoccupazioni a livello europeo: il 39% degli intervistati ritiene che a causa dell’emergenza pandemica abbia iniziato a risparmiare “significativamente meno” per il futuro rispetto ai livelli pre-covid. E in questa circostanza gli italiani si posizionano al terzo posto della classifica con il 53%. Bisogna tuttavia considerare anche l’altra faccia della medaglia. Secondo lo studio, per il 32% dei risparmiatori italiani la pandemia ha avuto anche un effetto positivo, dichiarando di aver di fatto speso meno negli ultimi mesi (contro una media europea del 36%).

Se si parla di risparmio, inoltre, le disuguaglianze di genere spaccano in due il cluster di risparmiatori analizzato. Il 46% delle donne, infatti, dichiara di nutrire una scarsa fiducia nelle proprie capacità di risparmio, contro il 34% degli uomini. “Il Parlamento europeo ha recentemente stimato che le donne nell’Unione europea guadagnano in media circa il 15% in meno all’ora rispetto agli uomini – spiegano i ricercatori – Sono anche relativamente sottorappresentate nel mercato del lavoro: hanno maggiori probabilità di smettere di lavorare per prendersi cura di bambini e parenti e quasi il 30% lavora part-time”.

Un altro aspetto analizzato è poi quello dei millennial che, si legge nello studio, “hanno maggiori probabilità di raggiungere livelli di indebitamento insostenibili”. Questi ultimi, infatti, hanno generalmente meno risparmi su cui contare, debiti scolastici più elevati e redditi inferiori rispetto alle generazioni precedenti. Più della metà dei giovani intervistati dichiara che la pandemia ha avuto un impatto negativo sul proprio benessere finanziario e il 24% sostiene di aver contratto debiti per coprire anche solo le spese quotidiane.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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