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Entro il 2030, le donne americane dovrebbero controllare gran parte dei 30 mila miliardi di dollari di asset finanziari posseduti dai baby boomer (ricerca McKinsey)
Attrarre e fidelizzare la clientela femminile sarà un imperativo fondamentale per la crescita delle società di gestione patrimoniale
Secondo i calcoli di McKinsey le aziende che riescono a fidelizzare la clientela delle donne baby boomer potrebbero accrescere i ricavi di un terzo
Alla luce dello scenario delineato, evidenzia McKinsey, “attrarre e fidelizzare le donne sarà un imperativo fondamentale per la crescita delle società di gestione patrimoniale”. Per avere successo, le aziende dovranno infatti comprenderne a fondo le diverse esigenze, preferenze e i comportamenti in ottica di gestione delle proprie finanze (es. una maggiore propensione al rischio e una minor sicurezza nelle proprie capacità di prendere decisioni finanziarie), adattando di conseguenza la loro offerta e adottando un approccio più sistematico. “Nonostante gli sforzi per coinvolgere, la maggior parte dei gestori patrimoniali non soddisfa ancora pienamente le esigenze delle donne” sottolinea McKinsey.
La posta in gioco è alta e, se non si muovono in tempo, i player del wealth management rischiano di perdere importanti opportunità in termini di ricavi. Secondo i calcoli della società di consulenza, semplicemente fidelizzando la clientela delle donne baby-boomer, le aziende potrebbero aumentare i ricavi di un terzo. Inoltre, la potenziale crescita dei ricavi potrebbe quadruplicare per quelle aziende in grado di attrarre e fidelizzare la clientela delle donne più giovani (specialmente millennial). Secondo gli esperti “la creazione di una value proposition vincente per le donne sarà fondamentale” per la crescita futura e i gestori patrimoniali che riusciranno ad “acquisire e mantenere questa clientela avranno anche una road map replicabile per connettersi con altri segmenti di clienti in crescita, come i millennial e la generazione X”.

