Wealth management 3.0: il futuro è nella terza età

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Un nuovo wealth management è alle porte. I consulenti finanziari si troveranno a seguire clienti sempre più anziani e con esigenze diverse rispetto ai 50enni. Dunque, cosa fare? Bisogna iniziare a ripensare al modello e ai prodotti che vengono offerti, ma soprattutto si deve diventare consulenti di longevità

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Private banker 3.0. E’ questa il nuovo obiettivo che dovranno raggiungere i consulenti finanziari nel breve periodo. L’allungamento delle aspettative di vita sta portando ad un cambiamento nella gestione del patrimonio

Più si va avanti con l’età e più ci si ritrova soli. Si devono infatti prendere decisioni finanziarie senza consigli dei cari. E dunque la figura del consulente finanziario diventerà sempre più importante

Wealth management 3.0. Questa la nuova sfida che dovranno affrontare i consulenti finanziari. L’aspettativa di vita si è allungata negli anni e se prima, dopo la pensione, si godeva del periodo a venire per i successevi 10/20 anni, adesso si vive anche fino a 40 anni. Il consulente finanziario deve dunque cambiare il suo approccio e i prodotti che consiglia al suo cliente. In primis deve essere rivisto il modo di gestire la ricchezza. Si deve infatti riuscire a far progettare al proprio cliente una gestione patrimoniale che guardi a un futuro più ampio. Inoltre, devono essere adeguati e aggiornati anche i prodotti offerti e l’approccio che si usa.

Secondo il Massachusetts institute of technology le esigenza degli over 60, in termini finanziari, sono diverse rispetto a quelle dei più “giovani”. Più infatti si va avanti con l’età più si è soli. E le decisioni sugli investimenti e la gestione patrimoniale devono essere prese in modo autonomo. Il consulente deve dunque accompagnare maggiormente (e con più pazienza) il cliente finale.

Il poter contare su una somma di denaro parallela alla pensione, sta diventando sempre più importante. E dunque la pianificazione è fondamentale. Non è sempre facile però arrivare ad avere una gestione intelligente delle proprie finanze. Ed è proprio per questo che il consulente deve accompagnare sempre di più il cliente verso l’obiettivo longevità finanziaria. Gli investimenti a lungo termine, per esempio, sono un modo per iniziare.

Inoltre, il nascere di prodotto specifici per la terza età sta diventando sempre più un’esigenza da colmare. Sempre più i nonni devono aiutare i propri figli a poter portare avanti la casa o gestire le spese del figlio piccolo. Risparmio dunque, non solo per potersi vivere in modo dignitoso la propria pensione ma anche (alle volte) per aiutare i figli e la famiglia.

Quello su cui devono iniziare a lavorare i banker è il presente. Devono infatti far capire, soprattutto ai clienti più giovani, l’importanza di pianificare il proprio futuro finanziario in modo corretto e intelligente.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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