La guerra in Ucraina ha affossato i listini di tutto il mondo, ma non quelli dei mercati asiatici. Materie prime, energia, finanza e (tanta) pazienza sono il giusto mix portafoglio per reggere all’urto geopolitico e monetario
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Le azioni asiatiche si sono rivelate molto resilienti all’aumento dei tassi Usa e al peggioramento delle tensioni geopolitiche, a differenza dei mercati globali sui quali si è registrato un notevole aumento della volatilità
Secondo Ubs Wealth Management le azioni asiatiche hanno un rapporto p/b pari 1.5x, il 42% di meno rispetto al rapporto delle azioni globali
In un contesto di stretta monetaria i settori asiatici più performanti sono l’energia, i titoli finanziari, l’assistenza sanitaria, l’hardware tecnologico e i beni di consumo
Mentre i mercati globali risentono del conflitto in Ucraina, i mercati asiatici si sono rivelati abbastanza resistenti, con l’indice MSCI Asia ex-Japan che martedì è salito per il terzo giorno consecutivo. Tant’è che l’indice azionario di riferimento del mercato asiatico ha perso solo il 3% da inizio anno, sovra-performando sia l’MSCI World che l’S&P 500, in contrazione rispettivamente del 10% e del 11% rispetto ai massimi di inizio gennaio. Ad analizzare la situazione dei mercati asiatici è stata Ubs Wealth Management.
Diversi sono i paesi asiatici che hanno preso una posizione circa la guerra in Ucraina. Singapore ha imposto sanzioni unilaterali alla Russia, compresi i limiti al finanziamento del commercio di materie prime e la sospensione dei voli. Il Giappone ha congelato alcuni beni della banca centrale russa, ed anche alcuni raffinatori di petrolio e banche indiane hanno preso provvedimenti. Per i mercati asiatici, cruciale sarà capire se le azioni militari, le sanzioni occidentali alla Russia o la politica di Mosca comporterà delle interruzioni del flusso di materie prime dalla Russia. In questa situazione Ubs Wealth Management mette in guardia gli investitori APAC contro cambiamenti affrettati nel posizionamento di portafoglio. Un atteggiamento calmo e una prospettiva a lungo termine sono importanti per navigare nell’impatto spesso intenso ma di breve durata che gli eventi geopolitici possono avere sui mercati finanziari.
L’istituto elvetico consiglia agli investitori di assicurarsi che il proprio portafoglio sia ben diversificato e di prendere in considerazione coperture appropriate, tra cui:
Materie prime: finora i mercati delle materie prime si sono mossi nella direzione opposta rispetto alle azioni globali. L’aumento dei prezzi delle commodity è stato ampio e non limitato al solo settore energetico. Possono essere dunque un efficace copertura rispetto al rischio di interruzioni dell’approvvigionamento dovute all’evoluzione geopolitica.
Dollaro americano: nel breve termine, Ubs continua a preferire il dollaro americano come valuta di rifugio, rispetto alle sue controparti europee come l’euro e il franco. Le valute Apac dovrebbero infatti rimanere sotto pressione rispetto al dollaro nei prossimi mesi, sullo sfondo delle tensioni geopolitiche.
Aumentare le strategie difensive: nei paesi Apac, la storia suggerisce che i titoli difensivi a rendimento nel settore dei servizi di pubblica utilità hanno avuto la tendenza a mostrare resilienza durante i periodi di volatilità. Ubs consiglia inoltre l’healthcare globale, le strategie di dividendo, le strategie di allocazione dinamica e l’uso di soluzioni strutturate.
Diversificazione: diversificando tra regioni, settori e classi di attività, gli investitori possono ridurre la loro esposizione ai rischi idiosincratici legati al conflitto in Ucraina. Le alternative come gli hedge fund, i mercati privati, le opzioni e gli investimenti strutturati possono essere in questo contesto delle buone fonti di diversificazione.
Energia e non solo: il conflitto in Ucraina si somma alle preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse. In questo contesto di stretta monetaria i settori asiatici più performanti sono l’energia, i titoli finanziari, l’assistenza sanitaria, l’hardware tecnologico e i beni di consumo.
La migliore tenuta dei mercati asiatici alla guerra ucraina rispetto ai mercati globali è indice di diversi fattori, secondo Ubs. L’allentamento della politica monetaria in Cina in un contesto di aumento dei tassi di interesse globali, un’inflazione più lenta rispetto ad altre regioni, un aumento del ritmo di riapertura, una solida crescita economica e degli utili, e valutazioni accessibili (il P/B a 1,5x è uno sconto del 42% rispetto alle azioni globali), rendono più appetibili le azioni asiatiche. L’aumento dei prezzi delle materie prime e il surplus commerciale sorprendentemente forte della Cina hanno anche sostenuto le valute della regione e alcuni titoli selezionati.
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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.
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