Tssc, il bello e ben fatto italiano che ha conquistato Dubai

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Pasquale Della Penna è un signore pescarese che ha scoperto gli Emirati negli anni ’70 e ha scelta questa area del mondo senza remore come sede dei suoi affari e della sua esistenza. Ben prima che diventasse di moda. E oggi, superati gli ottant’anni, continua a essere, insieme alla moglie Valeria, un punto di riferimento per la comunità italiana della regione che nel frattempo è arrivata a contare 13mila membri

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“L’Italia non si ferma! Non è la prima volta che siamo chiamati a confrontarci con le calamità che la natura periodicamente ci manda e ne siamo sempre usciti vincenti. Sarà così anche contro il Covid-19. Grazie per il supporto notevole delle nostre Istituzioni”. Quando nel marzo 2020 l’Italia fu il secondo Paese a essere travolto dal Covid, Pasquale Della Penna era a Dubai, dove vive da quarant’anni insieme a sua moglie Valeria Di Santo. Le sue parole su LinkedIn tradivano però l’amore mai sopito per il suo Paese, che oggi rende questa coppia un punto di riferimento per ogni italiano che scelga di vivere e fare business negli Emirati.

Lo raggiungiamo via Zoom nel suo ufficio, dove la call sarà interrotta almeno tre volte da altre chiamate a cui risponde in inglese fluente, dopo aver salutato in arabo. “Capisco benissimo l’arabo, ma lo parlo malamente”, scherza Della Penna, splendido ottantenne che svolge ancora un ruolo attivo in azienda e in società. Sul suo profilo LinkedIn è scritto a chiare lettere “ceo presso Harwal Group”, la holding finanziaria di cui fa parte Tssc, l’azienda che ha fondato e che ancora dirige. La storia però inizia a Pescara, di fronte all’Adriatico, dove Della Penna nasce nel 1940 e dove nel 1975 ha una piccola azienda di sistemi refrigeranti per l’industria.

“L’avventura emiratina è iniziata per caso nel 1975 – racconta – con la mia azienda ho lavorato molti anni in Africa e in Medio Oriente e complessivamente sono fuori dall’Italia da 45 anni. A Dubai sono arrivato come vincitore di un tender per costruire un impianto refrigerazione ad Abu Dhabi e l’azienda che me lo aveva commissionato mi ha chiesto di rimanere, impressionata dalla velocità e dalla precisione dell’esecuzione. Era una piccola azienda con circa 50 dipendenti. Questo Paese stava cominciando a imporsi sulla scena mondiale, ho visto che il terreno era fertile e a certe condizioni ho preso in mano le redini. Oggi i dipendenti sono 2mila”.

Parla di fortuna, come ogni imprenditore che resta nella storia “era un momento propizio, il paese cominciava a muovere i primi passi poi è stata un’esplosione continua. Oggi devi faticare per restare sulla cresta dell’onda e bisogna qualificarsi, non si fa nulla e non si va da nessuna parte senza certificazioni da enti internazionali, per esempio. Mentre 25-30 anni il mercato assorbiva tutto. Oggi è un mercato sofisticato e professionale che necessita aggiornamento quotidiano”.

Tssc è riuscita dunque anche grazie al momento proprizio a crescere e a diversificare nell’alluminio e nella plastica “che produciamo in Sud Arabia e in Russia. A Dubai abbiamo anche un impianto per il riciclaggio dell’alluminio, dove trasformiamo gli scarti industriali in lingotti e ci occupiamo di estrusione e laminazione. Siamo entrati anche nel settore della fabbricazione industriale civile, ci distinguiamo per garantire tempi record di realizzazione sia come produzione interna sia come esecuzione di cantiere”. L’azienda è saldamente ancorata al territorio ed è leading company nel Middle East, ma esporta anche in Usa ed Europa.

Le fabbriche della Tssc fanno avanguardia ingegneristica e hanno portato nel mondo arabo la specificità tipica dell’industria italiana: prodotti chiavi in mano dalla progettazione, alla costruzione alla istallazione in loco, tailor made e del tutto personalizzabili. Insomma una vera fabbrica del made in Italy del bello e ben fatto traslata a Dubai.

Inevitabile che Della Penna sia diventato uno dei punti di riferimento per ogni italiano che approda nell’area. Di più, si può dire che lui sia stato il capostipite della comunità italiana di Dubai, che oggi conta oltre 13mila persone. Ed è una medaglia guadagnata sul campo innanzitutto come imprenditore: nel 2016 Della Penna è stato inserito da Mf International tra i 50 uomini di affari più influenti degli Emirati, insieme a Oscar Farinetti e Luca Cordero di Montezemolo, tanto per fare due nomi.

D’altronde Tssc è la terza azienda per dimensione tra le associate dell’Italian Business Council di Dubai (Ibcd), società no profit che si occupa di incentivare gli scambi economici e commerciali tra Italia ed Emirati, di cui Della Penna è stato presidente fino a tutto il 2020, affiancato da sua moglie Valeria Di Santo, anche nota come Lady Dubai, nel ruolo di direttore. Ruolo che almeno lei continua a svolgere informalmente per accompagnare imprenditori e uomini d’affari alla scoperta di questo mondo così culturalmente diverso da quello Occidentale, ma ancora ricco di opportunità. Tra i membri dell’Italian Business Council di Dubai, un centinaio in tutto, oggi figurano giganti come Assicurazioni Generali, Pirelli, Guzzini, Saga Messina Shipping & logistic, Al Fahim, Nakheel, Emirates Airlines, Paris Gallery.

“Sono stato presidente dell’Ibcd per sette anni, dopo aver partecipato alla sua fondazione nel 2002 e aver ottenuto il riconoscimento della Camera di Commercio di Dubai. Tre mesi fa ho lasciato perché oberato da altri impegni, tra cui la presidenza del Rotary Dubai che è un secondo lavoro molto impegnativo”.

Il business non è evidentemente l’unico interesse dei Della Penna. Si narra che la casa di Dubai dove tuttora risiedono sia stata sede di incontri informali, all’insegna di eleganza e sobrietà, dedicati alle famiglie italiane appena arrivate che desideravano creare legami sociali e rinnovare le tradizioni di casa loro. E di certo quella residenza è stata eletta come sede dell’Associazione Abruzzesi negli Emirati Arabi Uniti e nei Paesi del Golfo, riconosciuta dalla Regione Abruzzo e di cui Di Santo è presidente. Ed è presidente e fondatrice infine dell’Italian Social Club (Associazione Italiana Dubai), riconosciuta dal governo e che ha lo scopo di favorire le relazioni sociali tra italiani a Dubai.

Pochi lustrini e abbondante sostanza. Loro, i Della Penna, c’erano ben prima che Dubai fosse una moda e tanti imprenditori vip la scegliessero come meta turistica o anche come nuova casa. Non avranno l’allure glamour di un conterraneo come Niko Romito, tre stelle Michelin e titolare de Il ristorante nel Bulgari Resort Hotel, ma i Della Penna hanno la solidità di chi ha avuto il coraggio di esplorare e costruire tutto solo con le sue mani. E far nascere l’oro in mezzo al deserto. “La nostra è una vita semplice: nel poco tempo libero a disposizione ci concediamo escursioni nel deserto e barbecue con gli amici.  Mi piace pescare e appena ho un’ora salto in barca. Considero vera ricchezza il vivere quotidianamente a contatto con persone così diverse per etnia, religione, cultura, storia”, dice Della Penna. Che non nasconde la perenne nostalgia per l’Italia e per il suo Abruzzo. “Nel 2020 non siamo potuti tornare nella nostra casa di Montesilvano – racconta – e quando a inizio anno ho visto le cime innevate della Maiella mi sarei messo in aereo e sarei partito senza pensarci un secondo di più”. Pescara, dove vivono le due figlie con le rispettive famiglie, resta una spina nel cuore. Che un po’ si è fermato quando a marzo 2020 il Paese è stato il secondo a entrare nella spirale del Covid. Quando il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo con i suoi oltre 829 metri, si è illuminato con i colori della nostra bandiera, c’è da giurare che ci fosse il loro zampino. E primi i filmati che sono stati trasmessi dai tg li avevano girati loro, Pasquale e Valeria Della Penna, Mr e Lady Dubai.

(articolo pubblicato sul numero di aprile di We Wealth Magazine)


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di Laura Magna

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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