Tosetti: Italia, commissioni di gestione troppo pesanti

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Gli oneri ricorrenti che gravano sui prodotti, secondo il report di Tosetti, in Italia pesano per l’1,44% contro l’1% registrato nel resto d’Europa

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Le differenze fra le prestazioni offerte dalle società di gestione italiane, non risultano essere così eclatanti

Durante i mesi dell’epidemia è cambiato ben poco e i prodotti made in Italy restano mediamente più cari

L’estate è stata un toccasana per i prodotti di risparmio delle principali società di gestione europee. Questo in sintesi quanto emerge dal report trimestrale elaborato dal centro studi Tosetti Value, family office, e pubblicato dal Sole24Ore. Secondo i dati nel trimestre compreso fra luglio e settembre i Top 30 per masse gestite a livello europeo hanno ridotto in media dal 4,8% a 2,4% le perdite subite nei mesi precedenti.
Questa prestazione ha dunque quasi del tutto annullato il divario che si era formato nei mesi precedenti rispetto a quanto realizzato nello stesso periodo dalle principali 10 società di gestione italiane.

 

Attenzione agli inganni

Il 2020 è stato un anno caratterizzato da grande dispersione di performance fra settori e titoli a livello globale. Questo ha dato modo ai gestori attivi in campo azionario, e in strategie alternative di offrire risultati migliori rispetto alle realtà che sono invece rimaste ancorate a strumenti classici come gli Etf.

Swedbank, Handelsbanken e Pictet, sottolinea il Sole24Ore, non a caso fra i più sbilanciati sull’azionario con quote che in alcuni casi superano anche il 60%, sono addirittura riusciti a garantire ritorni positivi da inizio anno ai propri investitori, ma la palma del migliore in assoluto in questo campo va a Morgan Stanley. Questa è stata infatti in grado di offrire, con i propri prodotti un rendimento medio del 12,4%, grazie soprattutto al fondo di punta “Morgan Stanley Us Growth”

 Focus Italia

Tornando al nostro Paese, secondo lo studio di Tosetti le differenze fra le prestazioni offerte dalle società di gestione italiane, non risultano essere così eclatanti. E dunque andiamo dal -0,8% di Banco Posta e dal -1,1% del gruppo Intesa Sanpaolo fino al -5,7% di Azimut e al -6,5% del gruppo Mediobanca. Se poi passiamo sul fronte dei costi la situazione si fa più complessa e anche penalizzante, dato è cambiato veramente poco durante i mesi caratterizzati dall’epidemia e i prodotti made in Italy restano mediamente più cari.

Gli oneri ricorrenti che gravano sui prodotti, secondo il report di Tosetti in Italia pesano infatti per l’1,44% contro l’1% registrato nel resto d’Europa.

E infine l’analisi del family office sottolinea come da gennaio 2018, mese in cui Tosetti Value ha iniziato a elaborare i dati, i gruppi italiani riescono a mala pena a garantire ai propri clienti il capitale investito. La media ponderata dei rendimenti durante gli ultimi due anni e nove mesi è di appena lo 0,37% (a livello globale si supera il 6%). Difficile non pensare in questo caso anche alle commissioni, che nel periodo in questione hanno complessivamente sottratto quote comprese fra il 3,13% e il 6,32 per cento.

 


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di Redazione We Wealth

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