Tax the rich: come cambia e come si muove la ricchezza nel mondo?

MIN

La proposta di tassare i ricchi per far ripartire l’economia ricompare ciclicamente ad ogni crisi. In molti ordinamenti si caldeggia l’idea di aumentare le aliquote ai più ricchi per finanziare la ripresa post-Covid19 e sostenere i costi della transizione energetica

WW Snippets test

Nonostante la pandemia, nel mondo il numero dei milionari è aumentato e la concentrazione di ricchezza nelle mani di poche famiglie sembra essersi consolidata

Nel contesto attuale, in cui anche i processi di globalizzazione si stanno riscrivendo, la ricchezza degli individui già ricchi non rallenta ma, tutt’al più, si sposta

Tax the rich”. Ha fatto il giro del mondo la foto dell’abito-manifesto indossato al Met Gala dalla deputata dem Ocasio Cortez, con il quale ha tentato di far passare il messaggio secondo cui colpendo i patrimoni dei più ricchi si ridurrebbero i divari sociali e si potrebbe finanziare la transizione energetica.
Tassare i ricchi, dunque. Questa frase come un mantra sembra ciclicamente destinata a ripetersi nei periodi di crisi, finendo al centro dell’attenzione mediatica (come pure al centro dell’agenda politica). Non è un caso, in effetti, se anche l’amministrazione Biden sembrerebbe aver preso sul serio la prospettiva di avviare una riforma fiscale volta a incidere, in particolare, sui soggetti ad alto reddito.
Ma, al di là degli intenti e delle sollecitazioni pubbliche, come si stanno muovendo, nel mondo, gli equilibri della ricchezza? Qual è il futuro dei patrimoni dei ricchi? Porsi una domanda di questo tipo non è di poco conto, in un momento storico come quello odierno, segnato da sconvolgimenti emergenziali e dall’introduzione di nuove tecnologie, destinate a mutare radicalmente gli scenari relazionali, le catene del valore, la filiera produttiva e le mansioni da svolgere.

Senza dubbio, non si può affermare che l’aumento della ricchezza per i già ricchi nell’ultimo periodo abbia rallentato. Al contrario.

Dal rapporto sulla ricchezza globale, per il 2021, elaborato da Credi Suisse, infatti, emerge che la concentrazione di ricchezza nelle mani dei già facoltosi – high net worth individuals – non solo è aumentata ma sembra destinata a conoscere periodi ancora più floridi. La ricchezza dei super ricchi infatti cresce esponenzialmente: il numero di individui con un patrimonio personale netto superiore a 50 milioni di dollari, passerà, nel giro dei prossimi cinque anni, da 215 mila individui a 344 mila.

Attualmente, sono gli Stati Uniti ad avere il maggior numero di milionari, seguiti da Cina e Giappone. In Europa, invece, al primo posto si posiziona la Germania, seguita da Francia, a pari merito con la Gran Bretagna, e poi dall’Italia e dalla Spagna.

Ma, la ricchezza non solo cresce; si sposta. Infatti, come riportato dal Financial Times, nell’articolo What next for the rich in a post-pandemic world?, si ritiene che il maggior aumento della ricchezza si registrerà non negli Usa ma in Cina e India. È lì, infatti, che le persone stanno accumulando enormi patrimoni. Anche in questo caso, come rileva Credit Suisse, entro il 2025 la ricchezza media delle famiglie cinesi sarà pari a quella media delle famiglie americane nel 2017.

Lo scenario che si profila all’orizzonte, allora, in via concreta, sembra essere poco affine con quel “tax the rich” riportato sull’abito della rappresentante dem. Ci si deve aspettare, piuttosto, non già una tassazione più efficace a carico degli ultra wealthy, dunque l’introduzione di tasse più elevate sulle plusvalenze e un regime fiscale di successione più severo, quanto un aumento su scala mondiale del divario tra facoltosi e poveri e, conseguentemente, del tax gap e della tax inequality.

Del resto, anche durante la pandemia – che tante contrazioni ha innescato e che ha coinciso, dal punto di vista economico, con la riduzione degli orari di lavoro, il taglio degli stipendi e l’avvio della cassa integrazione per molti lavoratori – i super ricchi sono riusciti ad aumentare i loro patrimoni; questi, infatti, hanno potuto beneficiare su larga scala delle misure introdotte dai governi a sostegno delle imprese e dall’applicazione di tassi di interesse molto ridotti sui loro investimenti.

Secondo il Financial Times, la pandemia ha permesso ad oltre 5 milioni di persone di diventare milionarie e ha fatto lievitare la loro ricchezza del 4,1%.

Esiste quindi un vero e proprio contrasto tra l’andamento della ricchezza delle famiglie e delle dinastie ricche rispetto all’andamento dell’economia degli Stati in cui le stesse operano e custodiscono i loro capitali. Infatti, paradossalmente, dai dati restituiti dalla ricerca di Credit Suisse, emerge che i paesi gravemente colpiti dal coronavirus sono stati quelli che, più di altri, hanno registrato la maggiore espansione del patrimonio netto delle famiglie.

In particolare, i guadagni sono stati maggiori in Nord America e in Europa, dove la ricchezza totale è aumentata di circa il 10%.


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Nicola Dimitri

WW Snippets test

Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia