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Si chiamano assicurazioni sulla vita a collocamento privato e potrebbero rappresentare una via di fuga per i super ricchi Usa
Per iniziare un piano di Ppli occorrono almeno due milioni di dollari, ma è consigliabile destinarvene almeno cinque per compensare i costi amministrativi e di gestione
Una polizza sulla vita a collocamento privato non è però solo rose e fiori. Le regole che la classificano come polizza sulla vita e non come altro prodotto assicurativo (non interessato dagli stessi benefici fiscali) sono severe e complesse. È poi richiesto che il titolare rinunci al controllo giornaliero delle scelte di investimento, aspetto per molti clienti inaccettabile. Gioca un ruolo fondamentale anche la decisione di quanto destinare alla propria Ppli: il riscatto in vita di un asset destinato a questa polizza è infatti soggetto a una pesante tassazione
Ma, stando alle informazioni in possesso da Bloomberg, pare che sia la strategia preferita dallo 0,1% più ricco della popolazione americana. I consulenti lo sanno, e cercano di stipare il maggior quantitativo possibile di denaro entro i confini di queste polizze. Riuscirà davvero la polizza sulla vita a collocamento privato a restare una scappatoia contro le tasse per i più ricchi? Dalle parti dei Democratici c’è già chi pensa a mettere un tetto alla parte di patrimonio non tassabile.

