WW Snippets test
La corruzione sembra essere apparentemente in calo anche grazie all’approvazione della legge Severino, all’istituzione dell’autorità nazionale anticorruzione e alla legge sul whistleblowing
I paesi nordici si confermano i meno corrotti dell’Ue
Non è certamente un risultato che porta lustro al nostro paese, in quanto il punteggio italiano (56 su una scala da 0 a 100) resta inferiore a quello medio europeo (64), ma quanto meno è indicativo del fatto che qualcosa sta cambiando nel verso giusto.
I Paesi Ue che si posizionano in cima alla classifica, raggiungendo i risultati migliori, sono Danimarca e Finlandia; mentre, fanalino di cosa, dunque i peggiori, sono Romania, Ungheria e Bulgaria.
Ad aver contributo alla riduzione della portata del fenomeno della corruzione, come osserva Transparency International, è l’approvazione della legge Severino nel 2012, l’istituzione dell’autorità nazionale anticorruzione nel 2014 e la legge sul whistleblowing nel 2017.
E invero, occorre prendere sempre con le pinze ogni dato che tenta di elaborare una stima della corruzione percepita. Tanto perché la corruzione è un fenomeno (patologico) sociale complesso, difficilmente riducibile ad una stima (la corruzione assume molte forme), quanto perché può essere particolarmente rilevante lo scollamento tra corruzione percepita e corruzione vissuta in prima persona.
Il settore in cui le connessioni personali sono maggiormente sfruttate in Italia è la sanità (29 per cento), seguita da forze dell’ordine, più in particolare, polizia (24 per cento), scuola pubblica (23 per cento), servizi per l’erogazione di benefici di sicurezza sociale (22 per cento) e servizi per la richiesta di documenti ufficiali (21 per cento).

