Studio di consulenza patrimoniale: la parola ai collaboratori

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Cos’è uno studio di consulenza patrimoniale? Lo studio di consulenza patrimoniale è, in mia opinione, il nucleo pulsante degli interessi familiari e patrimoniali di ciascun cliente.

Indice

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Come sappiamo, ci si occupa di pianificare e gestire tutto ciò che riguarda il patrimonio complessivo dei clienti, con un occhio di riguardo per quelle che sono le dinamiche familiari peculiari di ognuno, al fine di garantire massima serietà ed efficienza nel raggiungimento degli obiettivi. Obiettivi che saranno comuni, del cliente quanto del consulente, lasciando indietro la tradizionale opposizione “interessi del cliente/interessi della banca”, ormai obsoleta: l’interesse è comune, ed insieme si pianifica il percorso migliore per arrivare al traguardo avvalendosi anche, quando necessario, dell’ausilio di professionisti esterni, in una perfettamente funzionante rete di competenze e professionalità che ci permette di cucire il risultato addosso al cliente.

Ma che cosa si cela dietro le quinte? Oggi voglio dare un taglio un po’ diverso al contributo e presentarvi quella che è la mia realtà quotidiana.

Come prende vita uno studio di consulenza patrimoniale? C’è la relazione con i clienti, la gestione delle pratiche, l’affiancamento ed il supporto al cliente in caso di necessità od urgenza; ma ci sono anche attenzione e studio costanti, ci sono i viaggi a Milano, ci piace coinvolgere i nostri clienti in eventi a scopo benefico, aperitivi, momenti formativi, momenti di ascolto e di confronto, che li possano guidare in un percorso di consapevolezza finanziaria e patrimoniale sempre maggiore.

E come raccontarvi tutto ciò, se non attraverso le parole di chi vive ogni giorno con me questa poliedrica realtà? Oggi ho scelto di dar voce a Martina, la mia collaboratrice, che quotidianamente si occupa della segreteria e delle pratiche amministrative, dell’organizzazione degli eventi, della gestione dell’agenda, del presidio dell’ufficio. Un prezioso, costante supporto. Martina ha 22 anni e sta scrivendo la tesi per la sua Laurea in Economia e Statistica per le Organizzazioni. Conosciamola ed insieme diamo uno sguardo alla consulenza patrimoniale, attraverso i suoi occhi.

Martina, da quanto tempo hai cominciato questo tuo primo percorso professionale? 


Ho iniziato questo percorso a settembre dello scorso anno con l’intento di avvicinarmi al mondo della finanza, per poter mettere in pratica, nel mondo del lavoro, gli studi che sto per concludere.

Come valuti il mondo della consulenza patrimoniale così come da me impostato?


Ho letto il tuo libro prima di cominciare a lavorare qui, così da poter entrare nell’ottica della consulenza, a me prima estranea. Per poter lavorare insieme era necessario che io comprendessi l’impostazione che tu dai alla consulenza patrimoniale, e da “esterna” a questa professione ho trovato che il tuo modo di fare consulenza, in maniera ampia e globale, sia fondamentale per guadagnarsi la fiducia del cliente, che dal momento in cui si affida ad un consulente deve avere la certezza di ottenere supporto per quelli che sono gli interessi suoi e di tutta la famiglia.

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Quale ritieni possa essere, per un potenziale cliente, il valore aggiunto di essere seguito in questo modo, piuttosto che in una banca tradizionale? 


Trovo che la banca tradizionale sia un metodo di gestione dei patrimoni da superare, ad esempio oggi come oggi con un ritmo di vita così frenetico è impensabile dover perdere giornate intere per aspettare di parlare con un dipendente dello sportello che già domani si sarà dimenticato di ciò di cui avevamo bisogno. Lavorando qui ho potuto vivere in prima persona il rapporto che si instaura tra cliente e consulente, un rapporto duraturo basato su stima e fiducia reciproche, sullo scambio libero di opinioni e sulla totale disponibilità del consulente nei confronti del cliente. Trovo che la consulenza patrimoniale tratti temi troppo importanti per essere lasciati nelle mani di “uno qualsiasi” allo sportello bancario.

Valuteresti un futuro professionale in questo ambito?


Certamente valuterei un futuro professionale in questo ambito, anche se ho altre passioni ed interessi che vorrei approfondire. Ma assolutamente è una professione a cui strizzare l’occhio in futuro.

A chi consiglieresti la nostra realtà e perché? 


Consiglierei la nostra realtà innanzitutto ai miei coetanei, che ancora pensano che la consulenza sia riservata ai detentori di grandi patrimoni e che sia un “gioco” troppo rischioso alla nostra età; invece, anche per noi il valore aggiunto di essere seguiti da un consulente è elevato. La consiglierei poi a tutti coloro che siano scontenti della banca tradizionale, perché posso testimoniare in prima persona che c’è una differenza abissale tra mondo consulenza patrimoniale e mondo banca. Infine, la consiglierei naturalmente ai detentori di grandi patrimoni, per un servizio personalizzato, efficace e di nicchia, perché ovviamente è quello il target per il quale uno studio di consulenza patrimoniale in prima battuta nasce. 

Insomma, come emerge dalle parole di Martina, quello fornito da uno studio di consulenza patrimoniale è un servizio adatto a tutti, naturalmente con esigenze, obiettivi e soluzioni differenti in base al cliente.

Siamo qui per accompagnarvi nel vostro percorso di consapevolezza finanziaria, per risolvere i vostri problemi e soddisfare le vostre necessità, per insegnarvi ad essere – come dico sempre – “un po’ formiche e un po’ cicale”, per aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi e, perché no, i vostri sogni nel cassetto.


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di Veronica Camilleri

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“Il mio atteggiamento deriva dal sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi, non il muro”. – di Antonio Gramsci

Al termine del Master in Pianificazione patrimoniale e Wealth Management, sono stata selezionata dal direttore scientifico dello stesso tra tutti i partecipanti per essere inserita nel suo team di Wealth Management, all’interno del suo studio legale tributario internazionale (Loconte&Partners), presso il quale ho svolto il mio stage. Al termine dello stesso, ho scelto di rientrare a Torino per sviluppare la piazza e ho fondato e aperto il mio studio, Wealth Planning Boutique. Mi sono occupata di fornire consulenza a privati e di formazione a banche e reti di consulenza, per poi scegliere di continuare a seguire i miei Assistiti nel tempo, non solo con una consulenza spot, bensì impostando con loro un percorso condiviso di obiettivi e risultati: ho dunque deciso di inserirmi in Fideuram, la realtà che a mio parere, più di tutte, aveva gli strumenti adeguati per permettermi di impostare la mia professione secondo i miei principi, la mia etica, la mia forma mentis.

 

Credo nella pianificazione come forma mentis per generare efficienza e risultato. Credo che le competenze tecniche debbano essere accompagnate da un’etica profonda e dall’amore per la professione. Per questo motivo instauro con i miei Clienti un rapporto, umano prima che professionale, solido, proficuo e duraturo, basato su due concetti semplici, ma non banali: pazienza e fiducia.

Per spiegarle con cura utilizzo i due rispettivi termini giapponesi, “nintai” e “shin”.

Nintai è sì pazienza, cui però si mescola anche una buona dose di tenacia, la perseveranza silenziosa di chi insiste e intanto costruisce. Nintai è seminare, e aspettare che i frutti spuntino dalla terra. Shin è la fiducia, fiducia che è anche muoversi nei confronti dell’altro con sensibilità, è “sforzarsi di leggere anche l’aria”.

Quali sono gli obiettivi del nostro cammino insieme? Proteggersi dagli imprevisti e prosperare, trasformando i sogni nel cassetto in obiettivi raggiungibili.

Come lo facciamo? Imparando ad essere “un po’ formiche e un po’ cicale”, a tutelarci ma anche ad autorealizzarci, impostando le nostre vite in modo che le nostre famiglie ed i nostri patrimoni non siano fragili vittime dell’imprevisto, bensì creature flessibili e salde, che anche dagli imprevisti e dalle crisi sappiano trarre opportunità e vantaggi.

Come impariamo ad essere “un po’ formiche e un po’ cicale”? Sfruttando una antica, preziosa saggezza orientale: quella dell’arte Bonsai.

 

Per approfondire questi ed altri concetti vi aspetto con piacere per un incontro conoscitivo.

 

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