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Le startup innovative in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne sono 1.522
Le aziende con almeno un giovane nella compagine sociale rappresentano il 41,4% del totale
Si tratta soprattutto di micro-imprese, con un valore della produzione lievemente inferiore ai 163mila euro
Secondo lo studio, il 27,3% del totale nazionale delle startup innovative risiede in Lombardia, ben 3.135 unità, seguita dal Lazio (1.302) e dall’Emilia Romagna (951). Sulla scia dei trimestri precedenti, la Campania resta invece la prima regione del Mezzogiorno con 908 unità, pari al 7,9% del totale, lievemente in calo rispetto all’8,3% del trimestre precedente. Milano si conferma al primo posto tra le province, con 2.254 startup innovative al 30 giugno 2020 pari al 19,6% del totale nazionale, in linea rispetto ai tre mesi precedenti. Guadagna il secondo posto Roma, l’unica tra le altre province ad aver superato le mille unità (10,2% del totale nazionale), seguita da Napoli (3,7%), Torino (3,4%) e Bologna (2,8%). Se si fa riferimento, invece, al numero di startup innovative in rapporto alle nuove società di capitali, la prima provincia a livello nazionale è Trento, che guadagna il 7,9% del totale, seguita da Trieste (6,8%) e Milano (6,1%).
Al contrario, crescono le startup a prevalenza giovanile, che al 30 giugno sono 2.067 contro le 1.962 dei primi tre mesi dell’anno. Nel complesso raccolgono il 18% del totale, oltre due punti e mezzo percentuali in più rispetto alle nuove aziende non innovative. Restano le startup a prevalenza straniera che, secondo lo studio, nel secondo trimestre dell’anno hanno raggiunto le 410 unità, pari al 3,6% del totale contro il 9,1% delle nuove società di capitali. Più elevato il numero di startup innovative che coinvolgono almeno un cittadino non italiano che, con 1.597 unità, si distanziano dalle società di capitali solo per 1,2 punti percentuali.

