Startup innovative: remunerazione e piani di incentivazione

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Analisi dei due sistemi di piani di incentivazione e di remunerazione delle startup innovative: stock option plan e work for equity

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La disciplina delle startup innovative, introdotta dal Dl 18 ottobre 2012 n. 179, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha visto tra i nuovi fattori messi in gioco i piani di stock option e work for equity, creando così una nuova connessione tra l’innovazione al capitale umano e il collegamento tra tutti livelli aziendali fino governo societario.

Le stock option, normalmente applicabili alla sola Spa, hanno visto ampliare il raggio di applicazione alle Srl; nel contempo, poi, è andato diffondendosi il modello, già noto oltreoceano, del work for equity.

Due sistemi di piani di incentivazione e di remunerazione: stock option plan e work for equity

I piani di incentivazione e di remunerazione, con i diversi sistemi che li compongono (quali appunto stock option plan e work for equity), realizzano una straordinaria opportunità consentendo alle società che li adottano un superamento dei vincoli di liquidità prevedendo a fronte delle proprie prestazioni e dei propri servizi compensi sotto forma di partecipazioni al capitale o di Sfp per amministratori dipendenti, collaboratori e fornitori.

Entrambi i sistemi – stock option e work for equity – quando legati ai risultati aziendali e strutturati con un ingresso posticipato nelle startup, consentono a chi le detiene di acquistare o sottoscrivere partecipazioni di una società a un prezzo predeterminato e con ogni probabilità a un valore più basso rispetto a quello di mercato collegando quindi direttamente il beneficio della plusvalenza che a sua volta diventa un obiettivo per tutti i soggetti coinvolti.

Entrambi i sistemi di incentivazione sono stati ormai previsti anche per le Srl anche attraverso il sistema – altrimenti vietato – di acquisto di quote proprie da destinare a questi sistemi di incentivazione. Sussistono alcune distinzioni fra le stock option ed il work for equity.

In questo contesto, la società, costituita sotto forma di Srl acquistando quote proprie fa “magazzino” di quote che verranno in seguito cedute ai beneficiari del piano di stock option o di work for equity in ragione del regolamento sottostante il relativo piano.

Stock option: cosa sono

Com’è noto, le stock option rappresentano i diritti di opzione attribuibili a vari beneficiari il diritto a sottoscrivere azioni o quote di futura emissione della startup, di norma concesse gratuitamente (o quasi) entro un definito lasso di tempo che solitamente inizia a decorrere dopo che siano trascorsi alcuni anni dalla loro attribuzione.

Work for equity: cos’è e come funziona

I piani di work for equity, invece, hanno generalmente un destinatario diverso da un dipendente o collaboratore della società perché sono generalmente a fornitori o consulenti della società.

L’intento del legislatore è stato quello di ridurre le “uscite di cassa” per la società per prodotti e servizi non sempre core rispetto al progetto di sviluppo, vista magari la scarsità di finanza. In tale contesto, il fornitore o professionista della società, assumendosene il rischio, potrebbe essere remunerato con programmi di work for equity e divenire, in ragione del programma, socio della società in futuro e così beneficiare di una exit futura, magari con un ritorno ben maggiore del valore della prestazione, servizio o prodotto fornito in precedenza alla società.

Il work for equity grazie alla sua plasmabilità potrebbe essere in definitiva lo strumento adatto da utilizzarsi per la partecipazione dei fondatori, realizzando una concreta alternativa di partecipazione al capitale sociale.

(Articolo scritto in collaborazione con Beatrice Diletta Cortesi)


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di Andrea Messuti

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È avvocato e partner di Lca Studio Legale, dove coordina il team di Emerging companies &
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