Spotify punta sugli Nft: via alle playlist musicali abilitate dai token

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Gli Nft serviranno a sbloccare alcune playlist “esclusive”. Ma Spotify non è l’unico ad aver scommesso sui token. I vantaggi per le aziende nelle parole di Valeria Portale dell’Osservatorio blockchain & distributed ledger della School of management del Politecnico di Milano

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Il servizio è attualmente disponibile solo per i titolari di token all’interno delle comunità Fluf, Moonbirds, Kingship e Overlord

Meta ha recentemente annunciato che gli utenti di Facebook e Instagram potranno pubblicare non-fungible token sui propri account, connettendoli a portafogli digitali

Spotify strizza l’occhio agli Nft, con l’arrivo di una nuova funzione che consentirà agli utenti di attivare alcune playlist musicali “esclusive” tramite appositi token. Stando a quanto anticipato da Coindesk, il servizio è attualmente disponibile solo per i titolari di token all’interno delle comunità Fluf, Moonbirds, Kingship e Overlord. Overlord, in particolare, ha twittato che la funzione si rivolge agli utenti Android provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Australia e Nuova Zelanda, notizia confermata da Spotify in un tweet di risposta. Anche Kingship ha condiviso la creazione di una playlist per i titolari di token con nomi del calibro dei Queen, Missy Elliott, Snoop Dogg e Led Zeppelin.

“A livello mediatico sono state diffuse ancora poche informazioni sui dettagli tecnologici che ci saranno dietro la progettualità di Spotify”, spiega a We Wealth Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio blockchain & distributed ledger della School of management del Politecnico di Milano. “La novità sta nel fatto che la piattaforma stia iniziando a testare una tecnologia come gli Nft per integrarli al proprio business model, guidando gli utenti nell’ascolto della musica. Ma le big tech a 360° hanno iniziato ad avvicinarsi a questo mondo già da tempo, con diversi approcci”. 

Big tech: chi ha già scommesso sugli Nft

È il caso per esempio di Meta, che ha recentemente annunciato che gli utenti di Facebook e Instagram potranno pubblicare non-fungible token sui propri account, connettendoli a portafogli digitali; una funzionalità, definita “Digital collectibles”, introdotta inizialmente solo su Instagram in collaborazione con alcuni creator statunitensi per poi allargare il perimetro a oltre 100 paesi. “Twitter invece ha abilitato l’utilizzo di immagini profilo con gli Nft prima dell’arrivo di Elon Musk”, ricorda Portale. “Poi ci sono altri come eBay, che ha acquistato un marketplace di Nft (“KnownOrigin”) proprio a giugno 2022, ma non mancano voci rispetto al fatto che anche Amazon stia lavorando sul mondo Nft e Web3”. 

Segue Apple che ha abilitato la vendita di Nft all’interno delle app dell’Apple Store, trattenendo il 30% sulle transazioni. Shopify supporta la creazione e la vendita di Nft e ha lanciato una suite di strumenti di “tokengating” per stabilire quanti tokenholder possano accedere a prodotti esclusivi e benefit. Reddit ha lanciato una collezione di avatar Nft, innescando lo sbarco nel Web3 di 5 milioni di utenti, mentre a Samsung si deve la nascita di una nuova linea di smart tv che sarà equipaggiata con una piattaforma integrata di Nft con cui gli utenti potranno navigare, comprare e vendere token non-fungibili.

Investire negli Nft: i vantaggi per le imprese

“Le aziende che sperimentano oggi la distribuzione o la vendita di Nft ai propri utenti stanno iniziando a costruire un vantaggio competitivo”, aggiunge Portale. “Possiamo individuare due grandi categorie di benefici. Innanzitutto, quello relativo all’engagement della clientela, ovvero fidelizzando la clientela intessendo una relazione di valore; dall’altro lato, la creazione di nuovi modelli di business. Su quest’ultimo fronte, però, i tempi sono più lunghi. Sono infatti ancora pochi i casi di grandi aziende della tecnologia che abbiano effettivamente creato nuovi modelli di business, in genere appannaggio delle startup. La grande sfida che il mercato deve porsi è come creare un asset digitale che abbia valore non solo nel breve periodo ma anche nel futuro. Sicuramente l’ingresso di grandi attori come Spotify, Meta o Apple in questo mercato potrebbe accelerare queste dinamiche”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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