Allarme di S&P: i default in Europa possono raddoppiare

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Secondo gli economisti di S&P Global, il tasso di insolvenza delle società con rating speculativo a 12 mesi potrebbe salire in Europa all’8,5% entro giugno 2021. Oggi è al 3,35%

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Debito societario: secondo le stime di S&P,  il tasso di default delle società speculative-grade in Europa potrebbe più che raddoppiare a causa della pandemia

Lo shock pandemico ha portato gli analisti di S&P ad abbassare ancora una volta le loro aspettative sulla performance economica europea per il 2020 e 2021

I 3 scenari delineati (ottimistico, base e pessimistico) e l’incognita di un vaccino

S&P lancia l’allarme sulla tenuta delle società europee a basso rating. Nello scenario base, delineato in un report dal titolo “Credit And Economic Deterioration Signals A Rising European Speculative-Grade Default Rate Despite Market Optimism”,  gli economisti dell’agenzia di rating statunitense prevedono che il tasso di insolvenza corporate speculative-grade a 12 mesi nel Vecchio continente salirà all’8,5% entro giugno 2021 dal 3,35% di giugno 2020. Una percentuale più che raddoppiata, che, tradotta in numeri, implicherebbe il default di 62 aziende.
Lo shock pandemico ha portato gli analisti di S&P ad abbassare ancora una volta le loro aspettative sulla performance economica europea per il 2020 e 2021. “Abbiamo inoltre assistito a un aumento del tasso di insolvenza (default) che ha raggiunto il livello più alto da diversi anni e al contestuale deterioramento della qualità del credito, probabilmente il più pronunciato di sempre” scrivono gli esperti, sottolineando che, tuttavia, “di recente il ritmo della discesa sul fronte economico e creditizio sta rallentando, mentre la Bce ha ampliato il Peep (Pandemic Emergency Purchase Program) e l’UE ha presentato un nuovo, massiccio piano di stimolo fiscale per il debito, che include l’emissione congiunta di debito tra i sovrani e una grande quantità di prestiti a fondo perduto”.

I 3 scenari e l’incognita del vaccino

Allo scenario base, in cui è previsto un tasso di default all’8,5% (l’equivalente di 62 società insolventi) se ne affiancano altri due agli estremi (Grafico 1). Da un lato, nello scenario ottimistico, gli economisti di S&P prevedono una lieve crescita del tasso di default, a quota 3,5% entro giugno 2021 (equivalente a 26 default). Al contrario, nello scenario pessimistico, il tasso di default è atteso all’11,5% (pari a 84 default).
Grafico 1. European Speculative-Grade Default Rate – 3 scenari (Fonte: S&P Global Ratings Research)
Ma la variabile decisiva nel determinare lo scenario rimane quella  legata alla tempistica di un vaccino. “Sebbene il contesto economico e di mercato sia in qualche modo migliorato, i rischi prevarranno finché non si troverà un vaccino contro il Covid-19, il che porta ancora una volta ad un’ampia gamma di possibili risultati” scrivono gli analisti,  aggiungendo che “l’ampio sostegno monetario e fiscale potrebbe ridurre i default nel breve termine ma, con i ricavi in calo, la percentuale di emittenti CCC/C è aumentata notevolmente, accrescendo il rischio di default” e “se combinato con un sostegno continuo, questo potrebbe portare ad un periodo prolungato di tassi di default superiori alla media, piuttosto che al tipico comportamento ciclico”.

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di Virginia Bizzarri

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