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Imprese italiane sotto la lente di S&P Global Ratings: outlook negativo per il 42% delle aziende valutate
Per vedere i ricavi delle aziende tornare ai livelli del 2019 bisognerà attendere il 2022 (2023 nello scenario più pessimistico)
Secondo gli esperti di S&P, il sostegno dello Stato alle imprese sul fronte dei finanziamenti è stato “determinante”. Ma l’agenzia di rating non esclude un possibile aumento significativo dei default una volta terminato il sostegno statale
Per quanto riguarda gli investimenti da parte delle imprese, è atteso un calo medio del 12% nel 2020, con un recupero progressivo nel biennio successivo. Una media che, precisa S&P, nasconde grandi differenze tra le imprese, in quanto quelle con bilanci solidi hanno continuato a investire nel 2020. “La fiducia delle imprese gioca un ruolo chiave nel capex (capital expenditure, ndr), e nello scenario negativo prevediamo un rimbalzo più lento nel 2021. Ci aspettiamo che i nuovi incentivi fiscali del governo italiano stimoleranno gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità nel 2021-2022” scrivono gli esperti.
Infine, S&P giudica “determinante” il sostegno dello Stato alle imprese in termini sul fronte dei finanziamenti (prestiti con garanzia statale e moratorie sul debito). Un sostegno (esteso fino alla metà del 2021) che ha permesso di evitare una crisi di liquidità, in particolare per le piccole imprese. Ma l’agenzia di rating avverte: “monitoreremo la situazione per vedere se, una volta terminato il sostegno statale, i default delle aziende aumenteranno in modo significativo”.

