S&P: con il Next Generation Eu la ripresa ha una marcia in più

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I primi aiuti nell’ambito del Next Generation Eu potrebbero arrivare presto in Italia e negli altri paesi dell’Unione Europea. Pil in extra-crescita fino al 4,1% entro il 2026. Parola di S&P Global

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Il piano Next Generation EU potrebbe portare a un incremento del pil dell’Unione Europea nei prossimi cinque anni compreso tra l’1,5% e il 4,1%, a seconda dello scenario che si verificherà. Il beneficio per l’Italia è calcolato tra il 2% e il 6% del pil

“Le diverse stime riflettono diverse ipotesi circa tempistica degli esborsi, l’assorbimento di fondi e la dimensione dei moltiplicatori di crescita dalla spesa pubblica” ha affermato Slyvain Broyer, Chief Economist EMEA di S&P Global

Il piano mira a una crescita che riduca i divari economici all’interno dell’Unione Europea, anche attraverso riforme nazionali strutturali, che promuova la transizione verso un’economia green e digitale e che rafforzi il ruolo internazionale dell’euro

Dopo la tempesta si inizia a vedere qualche spiraglio di luce tra le nubi che ancora sono cariche di pioggia. La n-esima ondata del covid – si è perso il conto – sembra avere già toccato il suo punto più alto, almeno in Italia, la campagna vaccinale, sebbene al rilento, procede e finalmente dopo un anno che si sente parlare di Next Generation Eu e di Recoveru Fund, i tanti promessi aiuti economici da parte dell’Unione Europa potrebbero presto arrivare nel Bel Paese. Per fortuna nostra. S&P Global stima che per l’Italia il beneficio di questi aiuti si potrebbe spingere in cinque anni fino al 6,5% del pil.

Un breve recap

I capi di stato dell’Unione Europea hanno concordato nel luglio 2020 il programma Next Generation EU, che autorizza la Commissione europea a raccogliere finanziamenti sui mercati dei capitali fino a 750 € miliardi (5,6% del PIL dell’UE) da reindirizzare ai singoli stati per far fronte alla ripresa economica. Di questi, 672,5 miliardi di euro (5,1% del PIL dell’UE) saranno erogati nell’ambito del programma di recupero e resilienza (RRF), più noto come Recovery Plan. Le sovvenzioni dovranno costituire quasi la metà di questo piano di sostegno. Il passo successivo è che gli Stati membri presentino alla Commissione i loro piani per i progetti di investimento e il sostegno alle riforme, per utilizzare i fondi del RRF, che dovrebbero essere presentati a Bruxelles entro la fine di aprile. Alcuni fondi dovrebbero già affluire quest’anno: 39,8 miliardi di euro nell’ambito del meccanismo React-EU e una parte dei 338 miliardi di euro in sovvenzioni nell’ambito del RRF.

Crescita assicurata

Secondo quanto affermato da Slyvain Broyer, chief economist EMEA di S&P Global Ratings, “con il Next Generation EU la crescita europea avrà una marcia in più su cui poter contare”. La previsione dell’istituto statunitense è infatti che grazie ai fondi che saranno destinati a paesi membri a titolo di sovvenzione il pil dell’Unione Europea crescerà nei prossimi cinque anni di una percentuale compresa tra l’1,5% e il 4,1% in più rispetto alla traiettoria del pil che si avrebbe senza questi sostegni. Nello scenario più conservativo, S&P Global ipotizza che un tasso di assorbimento del 51,4%, un moltiplicatore fiscale pari a 1 che solo la metà delle sovvenzioni previste per il 2021 verrà effettivamente erogata quest’anno. In questo scenario, l’effetto cumulativo sulla crescita economica dell’UE sarebbe dell’1,5% del PIL entro il 2026, con forti differenze tra i paesi. Nello scenario più ottimistico invece, S&P Global ipotizza un tasso di assorbimento ben più alto e pari al 91,3%, il moltiplicatore della spesa pubblica a 1,6 dopo quattro anni, e la metà delle sovvenzioni previste erogate entro l’anno. La crescita del pil in questo caso sarebbe del 4,1%, ma le divergenze tra paesi sarebbero ancora più marcate.

Il paese che più beneficerà è la Grecia, che nello scenario più ottimistico guadagnerebbe il 18,1% in termini di pil, e in quello più conservativo l’8,3%. Le cifre analoghe per l’Italia sono del 1,9% e del 6,5%.

Infine secondo Frank Gill, analista del credito di S&P Global Ratings, il Next Generation Eu farà bene agli stati anche lato credito. “Riteniamo che il piano a livello dell’UE sostenga l’affidabilità creditizia dei sovrani europei, sebbene la capacità dei governi nazionali di attuare riforme strutturali dipenda dall’eliminazione degli squilibri economici che sono peggiorati a causa della pandemia”, ha affermato Frank Gill, analista del credito di S&P Global Ratings.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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