Gestori più ottimisti puntano sul pharma, le banche perdono appeal

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Si abbassano le attese di recessione fra i gestori di fondi europei, così come le protezioni in caso di bruschi ribassi azionari: fra le Borse, però, Milano è sottopesata in portafoglio

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La prevalenza degli “orsi” sulle prospettive delle azioni europee a breve termine si è ridotta dal 71 al 63%

Fra le Borse europee, Londra è di gran lunga la preferita nell’orizzonte dei prossimi 12 mesi, con un sovrappeso netto del 35%

C’è più spazio per l’ottimismo fra i fra i gestori di fondi europei, che in questo momento vedono meno rischi di recessione nel Vecchio Continente e riducono le attese sui ribassi a breve termine per l’azionario. Nel giro di un mese, la quota dei gestori di fondi che aspetta l’arrivo di una recessione europea nel giro 12 mesi è scesa dal 61 al 32%, secondo l’ultimo sondaggio dei Fund Manager europei realizzato da Bank of America. L’opinione espressa dal 53% del campione è che l’economia del Vecchio Continente andrà incontro a un semplice indebolimento, e quasi nove intervistati su dieci sono convinti che la perdita di slancio coinciderà con l’effetto restrittivo dei tassi d’interesse. 

La prevalenza degli “orsi” sulle prospettive delle azioni europee a breve termine si è ridotta dal 71 al 63%. Non solo: le attese dei fund manager nel più esteso orizzonte dei prossimi 12 mesi sono diventate prevalentemente rialziste: ora il 61% dei gestori ritiene che nell’arco di un anno il mercato si troverà in territorio “verde”, in deciso aumento dal 45% rilevato ad agosto. A confermare un orientamento più ottimista è il 32% netto di gestori che dichiara di non aver predisposto alcuna protezione in caso di forte ribasso azionario: è il livello più “audace” dal novembre 2021. 

Fra le Borse europee, Londra è di gran lunga la preferita nell’orizzonte dei prossimi 12 mesi, con un sovrappeso netto del 35%, seguita a distanza da Parigi e Zurigo. Sul versante opposto, è cresciuto il pessimismo sulla Borsa tedesca, con un sottopeso superiore al 30% netto: Milano e Madrid seguono nella classifica delle piazze meno gettonate con un underweight netto vicino al 15%.

Settori: sale l’healthcare, calano auto e banche

Secondo il sondaggio BofA, il 53% degli intervistati prevede un ulteriore ribasso dei titoli ciclici europei rispetto ai difensivi in risposta al rallentamento della crescita, con un lieve aumento rispetto al 50% del mese scorso. 

La tecnologia, considerato di gran lunga il settore più sopravvalutato dai gestori europei, ha perso il suo primato nella classifica dei comparti più in sovrappeso nei portafogli professionali: nell’ultimo mese, infatti, è salita decisamente l’esposizione all’healthcare, ora in testa, così come hanno guadagnato terreno anche le utility, passate al terzo posto. 

Nel frattempo, il comparto bancario, per la prima volta da giugno, è passato dal sovrappeso a un leggero sottopeso, segno che le previsioni sull’andamento di Borsa delle azioni bancarie stanno virando nuovamente in senso negativo.  

In assoluto, però, i settori sui quali i gestori stanno riducendo di più la propria esposizione sono quello automobilistico (con un sottopeso netto del 40%), il retail e la chimica, seguiti a breve distanza da edilizia e immobiliare. 

Il settore tecnologico perde il primato di settore più sovrappesato in Europa a favore di quello farmaceutico, mentre le utilities si posizionano al terzo posto, a seguito di un aumento del posizionamento. I settori ciclici dominano i sottopesati, con l’auto che si classifica come il settore meno preferito, seguito dalla vendita al dettaglio e dalla chimica, mentre le banche sono tornate in territorio di sottopeso per la prima volta da giugno.

La view globale, Fed più vicina alla fine dei rialzi 

Guardando oltre i confini europei una maggioranza del 60% dei gestori ritiene che la Fed abbia finito di aumentare i tassi di interesse (in aumento dal 47% del mese scorso), mentre in parallelo aumentano i gestori che vedono in peggioramento l’economia americana. A livello globale il 69% degli intervistati ritiene che i tassi di interesse a breve termine (a tre mesi) scenderanno nei prossimi dodici mesi, il livello più alto dal 2008. Per il 22% dei gestori si andranno anche a ridurre i rendimenti dei bond decennali.

Il 53% vede un immediato peggioramento della crescita statunitense (rispetto al 45% del mese scorso), mentre un altro 37% prevede che la crescita rimarrà solida nel breve termine, ma che alla fine rallenterà in risposta alla politica monetaria (rispetto al 53%).

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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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