Siamo tutti supereroi fino a prova contraria

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Quando abbiamo un’eccessiva sicurezza nelle nostre possibilità, non guardiamo alla quantità e alla qualità delle prove che dimostrano che la realtà è diversa da come la immaginiamo

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Finché le cose vanno bene l’investitore overconfident si sente invincibile e tutti i successi sono merito suo

Capire sistematicamente quali titoli batteranno il mercato è praticamente impossibile

Secondo la finanza comportamentale l’overconfidence, ossia l’eccessiva fiducia in sé stessi, è uno dei più diffusi errori cognitivi che ci portano a fare sistematicamente scelte sbagliate.
Ti sarà capitato di fare un viaggio senza usare una mappa o, peggio, di decidere di non seguire le indicazioni del navigatore, pensando di fare meglio ed arrivare prima.

È probabile che poi ti sia ritrovato, come me, in aperta campagna o in una strada senza uscita o di essere arrivato in ritardo all’appuntamento, avendo percorso molti più chilometri del necessario.

Pensi di essere un guidatore sopra la media, nella media o sotto la media? Statisticamente circa il 90% degli intervistati risponde “sopra la media” ed è perciò molto probabile che anche tu abbia risposto nello stesso modo.

Ciò però significa che la maggior parte di noi è, in realtà, un guidatore medio. Quando abbiamo un’eccessiva sicurezza nelle nostre possibilità, non guardiamo alla quantità e alla qualità delle prove che dimostrano che la realtà è diversa da come la immaginiamo, pertanto andiamo dritti per la nostra strada, convinti che sia quella giusta.

Non ci rendiamo conto del fatto che manchino molte prove potenzialmente essenziali al nostro giudizio e vediamo solo ciò che vogliamo vedere.

Il nostro sistema associativo determina un modello che tende a reprimere il dubbio e l’ambiguità. L’investitore overconfident tende a sovrastimare le proprie capacità di prevedere il corso degli eventi ed è eccessivamente ottimista riguardo alle sue scelte di investimento.

Effettua previsioni distorte a proprio vantaggio, senza tener conto dei dati oggettivi. Alla fine degli anni ‘90 conobbi un odontotecnico che collaborava con un mio
cliente dentista.

Aveva la passione per il trading: a quei tempi i mercati erano piuttosto clementi ed era facile fare buoni affari anche senza essere esperti di mercati. Ricordo che era solito vantarsi di essere diventato talmente bravo da arrotondare lo stipendio con i frutti dei suoi investimenti.

Eravamo all’alba dello scoppio della bolla speculativa del 2000 e il signore in questione,
sentendosi ormai un esperto di finanza, nonostante la poca esperienza e in totale assenza di competenze nel settore, decise di lasciare il suo lavoro nel quale era, a detta del mio cliente, molto capace, per inseguire il sogno di fare soldi facili e sicuri in finanza.

Ho saputo in seguito che, dopo aver perso tutti i risparmi, è tornato al suo vecchio lavoro
che evidentemente non avrebbe mai dovuto lasciare.

Questo è il tipico esempio di investitore con una eccessiva fiducia in sé stesso. Finché le cose vanno bene l’investitore overconfident si sente invincibile e tutti i successi sono merito suo; quando vanno male è invece colpa dei mercati, della sfortuna o di qualcun altro.

In ognuno di noi è spesso innata la convinzione di essere più bravi degli altri in ciò che facciamo. Le conseguenze di questa attitudine per chi investe nei mercati finanziari sono però quelle di prendersi rischi eccessivi, di movimentare troppo il portafoglio, di sottovalutare o addirittura ignorare informazioni o segnali e sbagliare i tempi per l’acquisto e la vendita, perdendo rendimento o addirittura capitale.

Partiamo dal presupposto che capire sistematicamente quali titoli batteranno il mercato è praticamente impossibile, anche per chi fa il gestore di professione, figurarsi per chi fa altro nella vita! Ma i professionisti del settore, oltre alla preparazione tecnica e ai continui aggiornamenti, utilizzano un metodo razionale e scrupoloso per costruire il portafoglio dei clienti e lo monitorano nel tempo e, conoscendo le insidie delle scorciatoie mentali e della emotività, mettono in atto tutte le strategie più efficaci per non cadere in quelle trappole.

Le persone che hanno un’eccessiva fiducia di sé rischiano di compromettere non solo il
rendimento dei loro investimenti, ma peggio ancora i loro obiettivi di vita: l’acquisto di una casa, gli studi dei figli, una integrazione per la pensione e altro ancora.

Non bisogna mai dimenticare che la finalità dell’investimento non è quella di accumulare
denaro per guardarlo crescere e tuffarcisi come faceva Paperon de’ Paperoni, ma quello di accantonare risorse che nel tempo ci permetteranno di realizzare i nostri sogni.


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di Spita Sabrina

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