Rischio bolla? Per Goldman Sachs è relativamente basso

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Partendo da alcuni esempi del passato, gli strategist di Goldman Sachs hanno analizzato le attuali condizioni di mercato, giungendo alla conclusione che il rischio bolla è ancora lontano

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Goldman Sachs ha analizzato alcuni esempi storici di bolle finanziarie, individuando 9 caratteristiche chiave di questi avvenimenti e confrontandole con le attuali condizioni di mercato

Pur riconoscendo “segnali di compiacenza e di accresciuto ottimismo nel mercato”, gli strategist della banca d’affari americana sostengono che “siamo lontani da una bolla o da un mercato ribassista”

Dopo che la scorsa settimana l’S&P 500 e il Dax 30 hanno segnato nuovi massimi, la corsa al rialzo dei mercati azionari non sembra dare segni di cedimento. In questo scenario, il timore di una bolla si fa sempre più strada tra gli investitori. A inizio marzo, Guo Shuqing, presidente della China Banking and Insurance Regulatory Commission (Cbirc) ha lanciato l’allarme, affermando che “le bolle nei mercati statunitensi ed europei potrebbero scoppiare perché i loro rally si stanno dirigendo nella direzione opposta rispetto alle loro economie reali e dovranno affrontare correzioni prima o poi”.
Ma c’è davvero questo rischio? Non secondo Goldman Sachs. In un nuovo report intitolato “Bubble Puzzle” la banca d’affari americana ha infatti analizzato alcuni esempi storici di bolle finanziarie, dalla tulipomania del XVII secolo alla crisi dei mutui subprime del 2007, individuando 9 indicatori chiave riscontrati in questi avvenimenti e confrontandoli con le attuali condizioni di mercato. In particolare:

  1. Eccessivo apprezzamento e valutazioni estreme
  2. Nuovi approcci di valutazione giustificati
  3. Maggiore concentrazione di mercato
  4. Speculazione e flussi degli  investitori frenetici
  5. Credito facile, tassi bassi e leva in aumento
  6. Attività aziendale in forte espansione
  7. Narrative di una nuova era  e innovazioni  tecnologiche
  8. Boom economico di fine ciclo
  9. Emergere di scandali contabili e irregolarità

Risultato? “Solo alcune di queste caratteristiche comuni sono attualmente presenti”, osservano gli strategist, che, pur riconoscendo “segnali di compiacenza e di accresciuto ottimismo nel mercato”, sostengono che “siamo lontani da una bolla o da un mercato ribassista” alla luce dei fondamentali che guidano il mercato e della fase iniziale del ciclo economico in cui ci troviamo. “I rischi di una bolla imminente con rischi sistemici per il sistema finanziario e le economie sono relativamente bassi” scrivono gli esperti.

Prendendo ad esempio l’eccessivo apprezzamento e le valutazioni estreme degli asset finanziari, uno delle principali caratteristiche ricorrenti individuate, a detta di Goldman Sachs anche se “le azioni, insieme alla maggior parte delle attività finanziarie, appaiono costose rispetto alla storia e ci sono sacche di esuberanza” questo può essere in gran parte spiegato dai “livelli storicamente bassi dei tassi di interesse”. Inoltre, guardando all’andamento dell’S&P500, “l’aumento negli ultimi anni è stato impressionante, in particolare nella tecnologia, ma non è così estremo come il rialzo esplosivo che si è accumulato alla fine degli anni ’90” osservano gli strategist.


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di Virginia Bizzarri

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