Ribassi di mercato: rischio o opportunità?

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In un contesto dove la visione di medio termine è rialzista, i ribassi del mercato non devono fare paura. Anzi possono essere una grande occasione d’investimento. Parola di Credit Suisse

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Credit Suisse nel report “Global Equity Strategy: The critical issues for the market near term” ha evidenziato quali, secondo i propri analisti, sono i rischi per il mercato nel breve termine

Secondo l’istituto elvetico ci sono buone ragioni per avere una view positiva sull’equity su un orizzonte di 12/18 mesi. In questo contesto approfittare di ribassi di mercato potrebbe essere la strategia vincente

Elezioni americane, il pericolo di un nuovo lockdown e lo spauracchio del baratro fiscale sono i rischi che possono sconfessare la visione rialzista di Credit Suisse

Settembre non è stato certamente il migliore dei mesi per i mercati. Dopo un lungo rally iniziato a marzo i principali indici azionari, come è finito un agosto da record, hanno avuto quattro settimane consecutive di correzione. E ora? Secondo Credit Suisse i segnali economici, politici e tecnici fanno pensare a un mercato che sarà rialzista per il resto dell’anno e oltre. In questo scenario eventuali ulteriori ribassi potrebbero essere un’opportunità di investimento da cogliere.

I motivi per credere in un mercato ancora toro

Il report Global Equity Strategy di Credit Suisse fa luce su quali siano nel breve termine i rischi che possono inficiare la traiettoria al rialzo dei mercati. Le principali fonti di incertezza sono l’ipotesi di nuovo lockdown, le elezioni americane e il pericolo del baratro fiscale.

  • Coronavirus: i nuovi casi di Covid-19 stanno aumentando sia negli Stati Uniti che in Europa. Tuttavia il tasso di mortalità sta crescendo in ritardo di 2/3 settimane rispetto all’andamento dei contagi. Questo anche perché la fascia di popolazione più colpita è quella dei giovani, più resilienti al virus rispetto agli anziani, i più colpiti dalla prima ondata. Sul fronte vaccini 2 hanno già avuto un’approvazione limitata alla distribuzione, mentre 9 sono nella fase “tre” di test. Per questi motivi Credit Suisse crede che l’autorità siano convinte che i costi di un nuovo lockdown generalizzato dell’economia superino i benefici.
  • Elezioni americane: Una vittoria di Biden potrebbe tradursi in un aumento delle tasse societarie e del salario minimo a $15 dollari all’ora. Se così fosse si stima un impatto del 9% sugli utili per azione delle società quotate sullo S&P. Tuttavia è probabile che, anche nell’ipotesi di una vittoria ad entrambe le camere, la maggioranza al senato sia risicata. Il che fa pensare che alla fine si arrivi a un compromesso. Inoltre se l’economia non si sarà ancora ripresa è plausibile che Biden (sempre che vinca) posponi l’aumento delle tasse e prediliga un’immediata emissione di nuovi stimoli fiscali.
  • Baratro fiscale: pericolo di tracollo economico dovuto a un aumento delle tasse e un taglio della spesa. Tuttavia si stima che anche nell’ipotesi di attuazione del programma elettorale di Biden l’impatto positivo dell’aumento della spesa pubblica sia maggiore sul Pil di quello negativo dell’aumento delle tasse. Inoltre negli Stati Uniti risulta esserci liquidità sufficiente per far fronte alla crisi. Il tasso di risparmio è del 17,8% mentre il reddito disponibile è aumentato di più del 9% rispetto all’anno scorso. Per quanto riguarda l’Europa molti schemi di assistenzialismo sono stati rinnovati.

Se da una parte questi fattori di rischio hanno una bassa probabilità di verificarsi, dall’altra emerge un outlook buono. In particolare i dati pmi, seppur stazionari, sono in territorio positivo; il numero di default è in diminuzione, e gli indicatori tecnici sono in campo neutro, non segnalando quindi un sentiment negativo.

Si scrive ribasso, si legge opportunità

In questo contesto la strategia consigliata da Credit Suisse è quella di approfittare di eventuali ribassi di mercato. I motivi che si leggono a inizio report, oltre a quanto finora discusso, sono:

  • La politica fiscale e monetaria è molto più accomodante di quanto visto dopo la crisi finanziaria del 2008
  • L’equity premium risk è al 7,3%
  • L’eccesso di liquidità è ampio e gli investitori si stanno spostando dall’obbligazionario all’azionario in cerca di rendimenti
  • Si stima che l’indice MSCI AC World ex US arrivi a fine a 317 (il 15% sopra il suo potenziale di crescita) e cresca da qui a fine anno del 3%

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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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