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Il Ref prevede una contrazione del Pil Italiano dell’8,3% nel 2020
Secondo le stime, il deficit supererà il 6% del pil nel 2020
“La transizione sarà lenta nei settori dove la separazione fisica delle persone è complessa. Le imprese industriali che operano nelle catene globali del valore ripartiranno a singhiozzo, dovendo affrontare i problemi di reperimento di prodotti intermedi provenienti da economie nelle quali l’attività è ancora interrotta, o per la contrazione degli ordinativi dai paesi ancora in lockdown” sottolinea l’istituto.
Inoltre, secondo Ref, l’impatto sui conti pubblici italiani, sarà “molto forte”. Nello specifico, l’istituto prevede un deficit nel 2020 a oltre il 6% del Pil e un debito sopra il 150%. Nel 2021 è invece previsto un miglioramento del deficit, al 4,3% del pil. Questo sarà “legato al recupero dell’attività economica e al venir meno di alcune delle misure discrezionali adottate quest’anno”.
“L’Italia, come gli altri paesi, ha bisogno di gestire l’uscita dalla fase del lockdown senza la pressione dei mercati e senza la necessità di adottare in tempi rapidi nuove misure di correzione della finanza pubblica. Perché ciò sia possibile, è importante definire senza indugi l’impostazione delle politiche europee, in modo da blindare il debito pubblico rispetto ai rischi di nuove fasi di tensioni sui mercati” aggiunge la nota.

