Quattro motivi per puntare ora sul Giappone

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Il Paese è in crescita e le società quotate hanno nuovi obblighi legati alla trasparenza. Un terreno fertile per gli investimenti che ha attratto anche Buffett

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Le imprese giapponesi hanno compiuto sforzi per migliorare l’efficienza del capitale e aumentare il rendimento generato dal capitale apportato dagli investitori.

Le società quotate alla Borsa di Tokyo devono divulgare i piani di assunzione del rischio e le misure adottate per conseguire la crescita tenendo conto della redditività

Il mercato azionario del Paese non è sovrappesato nei fondi globali

Nonostante l’indice Nikkei abbia raggiunto i massimi da oltre 30 anni, ci sono ancora diverse ragioni per continuare a puntare sul Giappone. La riscoperta del Giappone da parte degli investitori globali nel post-Covid offre opportunità senza precedenti nel mix di aziende leader a livello globale con valutazioni interessanti. Secondo Comgest, in particolare, “il miglioramento della governance, laddove è reale, è uno dei temi più interessanti. Sony e Orix, che stanno cambiando le loro attività e si stanno concentrando sul rendimento per gli azionisti, sono esempi di questa tendenza”.

All’inizio degli anni ’90, in Giappone, abbiamo assistito allo scoppio delle bolle immobiliare e azionaria. Ciò ha dato origine a un atteggiamento prudente tra le società giapponesi. Ma dal 2012, nell’ambito del cosiddetto programma Abenomics dell’allora presidente Shinzo Abe, sono state avviate numerose iniziative di riforma per migliorare la redditività e l’efficienza del capitale delle imprese giapponesi. In linea generale, le imprese hanno compiuto sforzi per migliorare l’efficienza del capitale e aumentare il rendimento generato dal capitale apportato dagli investitori.

La trasparenza è un upside

L’ultima manovra politica volta a incrementare la redditività giapponese, il piano d’azione per il miglioramento della riforma della corporate governance, è stata implementata lo scorso aprile. Un punto fondamentale di quest’ultima riguarda, spiega Columbia Threadneedle Investments, “il requisito per le società quotate alla Borsa di Tokyo di divulgare i piani di assunzione del rischio e le misure adottate per conseguire la crescita tenendo conto della redditività. In particolare, le imprese con un rapporto P/VC inferiore a 1 volta verranno segnalate e sarà loro richiesto di “identificare correttamente” i propri costi e l’efficienza del capitale”.  A fine luglio le azioni giapponesi avevano guadagnato quasi il 16% dall’annuncio della manovra, sovraperformando del 5% le azioni globali in valuta locale.

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Perché investire

Secondo il team azionario globale di Columbia Threadneedle Investments:

1-la quota di liquidità nei bilanci di alcune società giapponesi offre chiare opportunità di incrementare il RoE di circa il 5%. Pertanto, al momento non riteniamo che la durata del rally giapponese risulti eccessiva.

 2- A livello nazionale, il persistere delle restrizioni legate al Covid nel 2022 ha fissato un basso punto di partenza per l’attività rispetto ad altre regioni. Oggi la fiducia dei consumatori si è ripresa, i bilanci delle famiglie sono solidi e vi è ancora un margine di miglioramento prima che i consumi interni raggiungano i livelli pre-Covid. Anche il settore del turismo giapponese gode ancora di un notevole margine di miglioramento prima di tornare ai livelli del 2019.

3-Grazie alla politica espansiva dei tassi di interesse di riferimento, rimasta pressoché invariata, il Giappone offre una crescita dell’offerta di moneta relativamente buona. Inoltre attualmente beneficia del “nearshoring”, ovvero dell’esternalizzazione della produzione da altri paesi della regione. 

4- Infine, il mercato azionario del Paese non è sovrappesato nei fondi globali e non è analiticamente costoso.

Buffett Lesson

Sul Paese sta puntando anche da tempo Warren Buffett. A finire nell’orbita del finanziere, in un primo momento, sono state le cosiddette sogo shosha: dei veri conglomerati diversificati, che nella maggior parte dei casi vengono scambiati con delle valutazioni economiche convenienti o scontate. Ora è il più grande investimento al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa.

Nel dettaglio, Berkshire detiene il 7,4% delle azioni di Itochu, l’8,3% delle azioni di Marubeni e Mitsubishi, l’8,1% delle azioni di Mitsui e l’8,2% delle azioni di Sumitomo.

 


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di Sofia Fraschini

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