Quanto possono ancora perdere i mercati? 4 diversi scenari

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Secondo gli orsi di Wall Street l’S&P 500 potrebbe perdere ancora tra il 15% e il 35%

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C’è ancora spazio perché i mercati scendano. O almeno così la pensano gli orsi che abitano Wall Street. Fino a dove si possono spingere gli indici azionari? Come riporta Marketwatch, in una nota di giovedì, Nicholas Colas, cofondatore di DataTrek Research, ha delineato quattro scenari di ribasso per l’S&P 500 che gli investitori dovrebbero, perlomeno, prendere in considerazione.

3.386 – “l’ultimo massimo pre-pandemia”.

 

Sia l’indice MSCI EAFE, che misura la performance dei mercati azionari sviluppati al di fuori di Stati Uniti e Canada, sia l’indice azionario dei mercati emergenti, hanno scambiato al di sotto dei livelli di inizio 2020. “Se i titoli del ‘resto del mondo hanno già bruciato i guadagni della pandemia, perché le large cap statunitensi dovrebbero essere diverse?” si chiede Colas.

 

3.236 – “proiezione basata sui rendimenti di più lungo periodo”

 

Secondo Colas, il peggior tasso di crescita annuale composto dell’S&P 500 in 20 anni dalla Grande Depressione è stato il periodo dal 1999 al 2018, con il 5,6% annuo. Se questa è un’ipotesi di rendimento “equo” per gli ultimi cinque anni, si noti che l’S&P 500 ha chiuso a 2.465 il 7 settembre 2017. Applicando lo stesso rendimento, l’S&P 500 dovrebbe ora quotare a 3.236 punti.

 

3.000 -“cifra tonda”

 

“Non solo 3.000 corrisponde a una cifra tonda, ma è anche il punto in cui l’S&P ha chiuso il 30 settembre 2019 (2.977)”, osserva Colas. “Era poco prima che l’indice facesse un rally del 14% verso i massimi di febbraio 2020, quindi questo potrebbe essere una rappresentazione più accurata del fair value di lungo periodo”.

 

2.600 – “- 35% rispetto ai livelli attuali”.

 

Storicamente, l’S&P 500 è sceso in media del 25% in occasione di una recessione statunitense, il che porterebbe oggi l’earning power value dell’indice a 171 dollari per azione. Se si considera un rapporto P/E di 15, e ipotizzando che i tassi d’interesse rimarrano tra il 4% e il 5%, e comprimendo le valutazioni azionarie, l’S&P dovrebbe prezzare a 2.565 punti.

 


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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