Powell e Lagarde “falchi” sui tassi, come riposizionare i portafogli

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Bce e Fed parlano da “falchi”, forti di un’economia più solida del previsto. Dall’Ecb Forum Powell aumenta le chance di rialzo a luglio e rafforza il dollaro

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La pausa nei rialzi dei tassi, decisa a giugno da parte della Federal Reserve, indica che il Fomc prenderà “decisioni in modo più distanziato”, così da osservare in modo più approfondito come l’economia sta reagendo. Considerato un giudizio ancora poco generoso sull’inflazione americana appare insolito che il Fomc abbia scelto per non rialzare i tassi a giugno. “Mentre ci si avvicina all’obiettivo i rischi diventano più bilanciati”, ha risposto sul punto il presidente della Fed, Jerome Powell, riferendosi all’equilibrio fra i rischio di stringere troppo o troppo poco la politica monetaria. Dal palco dell’Ecb Forum di Sintra, in Portogallo, i governatori delle quattro maggiori banche centrali, BoJ, BoE, Fed e Bce, hanno espresso nel dettaglio le ragioni dietro alle ultime mosse. Con l’eccezione del giapponese Kazuo Ueda, è la discussione si è concentrata su grandi strette monetarie che, però, non hanno sortito ancora gli effetti sperati.

La sintesi per il portafoglio

Per gli investitori, la gran parte delle dichiarazioni sono suonate come l’anticipazione di nuovi rialzi dei tassi – un’attesa rafforzata da una previsione ottimista sulle chance di un rallentamento economico non traumatico per le economie americana e dell’Eurozona. L’effetto restrittivo delle parole di Powell, in particolare, sembrano essersi tradotte in un rafforzamento dell’indice del dollaro, arrivato a guadagnare oltre lo 0,6%. Nelle aspettative dei trader, inoltre, sono cresciute le chance di rialzo dei tassi Fed a luglio: secondo il Cme Fed Watch, la scommessa sul rialzo è passata dal 74,4% all’81,8% dopo l’intervento di Sintra.

La presidente della Bce, Christine Lagarde, che aveva già anticipato martedì l’intenzione di rialzare ancora i tassi nella prossima riunione di luglio, ha evitato di anticipare le mosse di settembre (che dipenderanno dai dati). Tuttavia, il tono da “falco” è rimasto preponderante, con un appello ai governi dell’Eurozona: “Per favore, governi, è il momento adesso di ridurre i sostegni economici adottati durante la pandemia e per scopi legati all’energia”, con l’auspicio che siano eliminati, in massima parte, entro il 2023. La riduzione della spesa pubblica è considerata un elemento in grado di ridurre la domanda e, di conseguenza, gli aumenti dei prezzi. 

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La variabile lavoro: l’occupazione solida rallenta il lavoro delle banche centrale

Powell e Lagarde hanno concordato sul fatto che l’inflazione si è rivelata più persistente del previsto a causa di un mercato del lavoro che ha mantenuto gran parte della sua forza. Raggiungere un maggior equilibrio fra i posti disponibili e l’offerta di lavoratori, dovrebbe in qualche modo contribuire a ridurre il potere contrattuale di chi cerca un’occupazione limitando l’aumento dei salari. 

Questo aspetto è stato sottolineato, in particolare, da Powell, per il quale l’indicatore chiave restano i costi sui servizi non legati all’energia, che ancora non hanno dato segni di significativo raffreddamento. I servizi sono il settore dell’economia il cui costo dipende in maggior misura dal lavoro e la Fed sta aspettando di osservare un miglioramento di questo indicatore prima di dichiarare vittoria. 

Interrogato sul perché, nonostante i ripetuti inasprimenti il mercato del lavoro non si sia raffreddato, il presidente della Fed ha replicato che la “politica monetaria non è stata abbastanza restrittiva per un tempo sufficiente” a invertire la tendenza su questo fronte. Alcuni segnali di maggior equilibrio, però, ha aggiunto Powell, iniziano a vedersi. Le aspettative dei membri del Fomc, come già evidenziato dall’ultimo dot plot, propendono per due ulteriori rialzi dei tassi da 25 punti base.

Recessione? “Non è lo scenario più probabile”

L’ottimismo di Powell è apparso piuttosto deciso, invece, sull’andamento dell’economia americana. Mentre il mercato azionario americano ha in qualche modo incorporato l’idea che ci sarà il cosiddetto “atterraggio morbido”, il presidente della Fed ha definito lo scenario di una recessione come meno probabile rispetto a quello di un rallentamento dell’economia e dell’inflazione senza un grande incremento della disoccupazione.

Si deve probabilmente a questa parte del discorso la reazione positiva di Wall Street, che in seguito all’intervento di Powell a Sintra ha recuperato le perdite di inizio seduta, riportandosi al di sopra della parità.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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