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Il 75% dei cittadini teme che l’impegno nella tutela dell’ambiente possa subire un rallentamento o un blocco
Solo il 28% è disposto a versare imposte più elevate sul carburante o sulle auto di proprietà per contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali
L’allarme dalla storia: nel 2009 le emissioni globali di anidride carbonica sono diminuite di 400 milioni di tonnellate, ma hanno conosciuto un rimbalzo di 1,7 miliardi di tonnellate nel 2010
La maggior parte degli cittadini, spiegano i ricercatori, sosterrebbe un Green new deal che “realizzi investimenti governativi su ampia scala per rendere la nostra economia più rispettosa dell’ambiente”, e tra i più favorevoli si rilevano gli uomini, gli over 55 e i residenti nel Meridione. Per di più, l’81% crede che la contrazione delle emissioni di Co2 cui abbiamo assistito durante il lockdown dimostri che “possiamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente se davvero lo vogliamo”, continua lo studio. Eppure, quasi due terzi degli italiani ritiene che il governo non stia ancora facendo abbastanza e solo il 28% è disposto a versare imposte più elevate sul carburante o sulle auto di proprietà per contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali. Il 90%, infine, dichiara che sosterrebbe politiche che impongano alle imprese di porre in essere misure più ecologiche per ridurre le emissioni di Co2.
Guardando al passato, spiegano i ricercatori, l’esperienza della crisi finanziaria del 2008 non fornisce sufficienti basi di fiducia: nel 2009, infatti, le emissioni globali di anidride carbonica sono diminuite di 400 milioni di tonnellate, ma hanno conosciuto poi un rimbalzo di 1,7 miliardi di tonnellate nel 2010. Qualora la comunità mondiale non intraprenda nuove azioni per sostenere la contrazione di emissioni ottenuta grazie alle misure di contenimento dei contagi, il mondo potrebbe tornare rapidamente sulla traiettoria pre-covid, aumentando la distanza dagli obiettivi di Parigi. Ma c’è una luce in fondo al tunnel. Secondo le Nazioni Unite, bisognerebbe investire nell’azione per il clima “una parte significativa delle risorse destinate a rispondere alle conseguenze del covid-19”, si legge nell’analisi, dissociando la crescita economica dall’aumento delle emissioni di carbonio. Uno scenario ottimistico, in definitiva, dovrebbe partire da una minimizzazione dei danni causati dalla crisi epidemiologica, dal miglioramento dei sistemi di assistenza sanitaria, protezione sociale e governance, ma soprattutto da un rinnovato sforzo verso lo sviluppo sostenibile, in linea con i traguardi raggiunti durante i mesi più caldi della pandemia.

