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Le domande relative alle misure introdotte con i decreti “cura Italia” e “liquidità” sono 965.194 per 67,8 miliardi di euro
Banca d’Italia rivela che è stato accolto l’87% delle richieste
Secondo Stefano Caselli, lo Stato dovrebbe dare la garanzia ogni volta che una banca presta i soldi a patto che l’imprenditore ne metta una parte in equity
“Lo strumento dovrebbe essere corretto. Lo Stato dovrebbe dare la garanzia ogni volta che una banca presta i soldi a patto che l’imprenditore ne metta una parte in equity. In questo modo, lo schema potrebbe diventare molto solido e questo bilancerebbe in parte l’indebitamento ulteriore e potrebbe stimolare dei comportamenti molto virtuosi”, spiega l’esperto.
Cosa consiglierebbe a un imprenditore oggi?
“Bisogna vedere cosa succederà quest’autunno. Qualora il covid-19 tornasse in modo debole, credo che l’Italia abbia gli anticorpi per ripartire e consiglierei agli imprenditori di continuare a essere italiani nel miglior modo possibile”, dichiara Caselli. In caso, invece, di una recrudescenza del virus e di rinnovate misure di contenimento del contagio, “bisognerà mettere in pista strumenti più forti”. “Credo che gli imprenditori in questo momento, oltre a saper fare bene il loro mestiere, dovrebbero capitalizzare un po’ di più le proprie aziende. So che potrebbe non far piacere, ma questo è il messaggio più serio. Per avere più soldi dalle banche, bisogna dar loro un segnale e capitalizzare”.
I numeri della crisi
Secondo Bankitalia, al 31 luglio sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria sui prestiti per un valore di 298 miliardi: il 93% è stato accolto dalle banche, mentre solo il 3% è stato rigettato. Inoltre, il 44% proviene da società non finanziarie, mentre le domande delle famiglie toccano i 94 miliardi di euro. Sfiorano i 12,4 miliardi per 415 operazioni i volumi delle garanzie relative a “Garanzia Italia” di Sace, società per azioni del gruppo Cassa depositi e prestiti. Inoltre, nel mese di giugno i prestiti bancari al settore privato sono cresciuti del 2,3% su dodici mesi (contro l’1,5% del mese di maggio), alle famiglie dell’1,6% (1,2% a maggio) e alle società non finanziare del 3,7% (1,9% a maggio).

