WW Snippets test
Le prime 100 società a livello mondiale sul fronte della reputazione aziendale hanno riportato un punteggio medio pari a 74,9 (in crescita del 2,5% sul 2020)
Ben 18 nuovi iscritti hanno smosso le acque, imprese attive nel settore del lusso, dell’automotive, della tecnologia e della vendita al dettaglio
Solo quattro delle prime 10 società del ranking hanno punteggi esg “forti”: The Lego Group, Microsoft, The Bosch Group e The Walt Disney Company
Le sette aree di business da non trascurare
In questo contesto, aggiungono i ricercatori, sono sette le aree su cui focalizzarsi: la percezione dei prodotti e dei servizi della propria azienda, l’innovazione, l’ambiente di lavoro, la governance, la cittadinanza, la leadership e la performance. In particolare, “banche, finanza e assicurazioni” e “media e intrattenimento” sono gli unici due settori in cui la governance è il motore più importante della reputazione aziendale, mentre per tutti gli altri spiccano i prodotti e i servizi. Questo perché, spiegano i ricercatori, la reputazione delle banche in particolare deve ancora “riprendersi completamente dalla Grande recessione”. Una sfiducia che spinge a considerare soprattutto tematiche come il comportamento etico, la trasparenza e l’equità. Certo, le percezioni cambiano tra una generazione e un’altra. La generazione Z (con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni), per esempio, è più scettica nei confronti delle aree di business che incidono sulla reputazione aziendale rispetto ai millennial (tra i 26 e i 40 anni), mentre la generazione x (41-55 anni) e i figli del baby-boom (56-64 anni) non riportano grandi differenze. Un aspetto da non trascurare per i leader della comunicazione.
Esg: farmaceutica sul podio della sostenibilità
Un ultimo aspetto da valutare, e che rivela risultati contrastanti, è quello delle iniziative esg (environmental, social, governance). Secondo lo studio, solo quattro delle prime 10 società del ranking hanno punteggi esg “forti”: The Lego Group (72,9), Microsoft (71,5), The Bosch Group (71,4) e The Walt Disney Company (71,4). A livello globale, il punteggio “medio” è di 69,5, con la componente “social” dell’acronimo che fa da padrone, seguita da “governance” e “environmental”. Sul podio della sostenibilità il settore farmaceutico e quelli dei prodotti per la cura della persona e per la cura della casa.

