Pil Italia: Fitch taglia stime 2020. Più ottimista su 2021

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L’agenzia di rating ha rivisto al ribasso le stime sul pil italiano nel 2020, ma prevede un rimbalzo più accentuato nel 2021. Intanto i dati Eurostat confermano un crollo storico del Pil europeo

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L’agenzia di rating Fitch ha abbassato le stime di crescita del pil Italiano nel 2020 a -10%

Intanto l’Istat intravede segnali positivi per l’economia italiana

A livello europeo, i dati dell’Eurostat confermano il “peggior calo” del pil dal 1995

“La caduta del prodotto interno lordo quest’anno non sarà in doppia cifra”. Queste le parole pronunciate domenica scorsa, in occasione del Forum Ambrosetti a Cernobbio, dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha parlato di un forte rimbalzo del pil nel terzo trimestre. A poche ore di distanza, ci ha pensato Fitch a smorzare l’entusiasmo. Sfogliando il Global Economic Outlook di settembre, l’Italia è nella lista dei paesi per cui l’agenzia di rating prevede un crollo del pil a doppia cifra nel 2020, insieme a Spagna, Regno Unito, Francia, Messico e India.

Le nuove stime di Fitch

Fitch ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per l’economia italiana. Secondo le ultime stime dell’agenzia di rating, il pil dell’Italia subirà una contrazione a doppia cifra nel 2020, passando dal -9,5% al -10%. Allo stesso tempo, Fitch prevede che il rimbalzo nel 2021 sarà più accentuato, con una crescita del pil del 5,4%, un punto percentuale in più rispetto al 4,4% stimato precedentemente. Una mossa che “riflette il punto di partenza più basso per l’attività (economica italiana, ndr) e l’annuncio di un ulteriore sostegno fiscale a livello nazionale”. “Il Pil è sceso più di quanto ci aspettassimo nel secondo trimestre 2020, contraendosi del 12,8% rispetto a una nostra previsione dell’8,2% a giugno”, spiega l’agenzia di rating, precisando che, dopo la fine del lockdown, “l’attività economica si è ripresa rapidamente, e questo potrebbe portare a un forte rimbalzo nel terzo trimestre”. Tuttavia, proseguono gli esperti, i più recenti indicatori ad alta frequenza mostrano “una perdita di slancio della crescita nelle ultime settimane”.

Istat: segnali di ripresa

Intanto, nella sua nota mensile pubblicata lunedì, l’Istat intravede qualche avvisaglia positiva dall’economia del Bel Paese. A detta dell’Istituto nazionale di statistica, “la caduta del Pil italiano del secondo trimestre è associata a estesi segnali di ripresa emersi, da maggio, per la produzione industriale e da giugno per i nuovi ordinativi della manifattura e per le esportazioni che hanno riportato forti incrementi sia verso i mercati Ue sia verso quelli extra-Ue, interessando tutte le principali categorie di beni”.

I dati Eurostat sul 2° trimestre confermano il crollo record del Pil dell’Eurozona

La giornata di lunedì ha visto anche la pubblicazione dei dati Eurostat sul secondo trimestre 2020. Stando alle stime diffuse dall’ufficio di statistica, rispetto al trimestre precedente, il pil è diminuito dell’11,8% nell’area euro e dell’11,4% nell’Unione europea. Si tratta del “peggior calo osservato dall’inizio delle serie storiche nel 1995”. Inoltre – sempre rispetto al trimestre precedente – l’occupazione è scesa del 2,9% nell’area euro e del 2,7% nell’Ue.

Dati macroeconomici che sicuramente pesano sulla performance dei principali listini europei, che, sulla scia di Wall Street, hanno terminato la prima seduta della settimana in territorio negativo. La Borsa di Milano è stata la peggiore in Europa, con il Ftse Mib che ha chiuso a -1,81%.


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di Virginia Bizzarri

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