Per i mercati è davvero black friday: la variante Nu affossa i listini

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Per i mercati azionari il Black Friday è stato veramente un venerdì nero: listini in picchiata in tutto il mondo. Pesano i timori circa la nuova variante Nu

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Venerdì 26 novembre i mercati hanno registrati ribassi molto marcati, dopo il diffondersi della notizia della nuova variante covid apparsa in Sudafrica

Nelle piazze Europee Parigi si prende la maglia nera, chiudendo al -3,6%. Male anche Piazza Affari, seppur in recupero, con il -3%

Gli indici azionari di tutto il mondo hanno avuto un brutto risveglio venerdì 26 novembre, giorno in cui si celebra il black Friday. E in effetti per le borse è stato veramente un venerdì nero degno dei peggiori giorni borsistici dell’anno. Piazza Affari perde il 3% (in recupero però sui primi scambi). Peggio fa Parigi, segnando a fine giornata il -3,6%. Londra e Francoforte rispettivamente chiudono con il -2,8% e il -2,75%. Oltreoceano la situazione non è tanto migliore: l’S&P 500, Dow Jones e Nasdaq aprono tutto sotto il -2%. Il motivo? In Sudafrica si sta diffondendo la variante Nu, variante che a differenza delle precedenti il vaccino sembrerebbe non coprire.

La variante Nu

Dopo la variante Alpha, Beta, Gamma, Delta adesso c’è anche la variante Nu. Identificata in Sudafrica, Botswana e ad Hong Kong, la nuova variante ha sollevato prima i timori della comunità scientifica e poi quelli degli investitori. Il B.1.1.529, nome scientifico della Nu, infatti potrebbe in parte aggirare il vaccino e comportare un’accelerazione dei casi e dunque una maggiore pressione sui sistemi sanitari. Lato economico, le ripercussioni potrebbero complicare gli sforzi per riaprire le economie e risolvere i problemi di colli di bottiglia nel sistema degli approvvigionamenti. Gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si riuniranno in un meeting straordinario in giornata a Ginevra per decidere se dichiarare il nuovo ceppo Nu come una “variant of concern, VOC”.

Reazione dei mercati

Alla notizia che alcuni stati vicini al Sudafrica avevano bloccato i voli, sperando di contenere i contagi, sui mercati è partito il sell-off, come si legge in una nota di Ig, a firma Filippo Diodovich. “Le notizie dei divieti di voli decisi da molti paesi hanno avviato le vendite generalizzate soprattutto su titoli del comparto petrolifero e del settore dei viaggi. Male anche il settore bancario”. A livello di altre asset class, a subire il calo più marcato è la materia prima per eccellenza, il petrolio. “I timori degli addetti ai lavori su nuove chiusure e su un potenziale crollo della domanda di greggio ha avviato un sell-off sui futures sul greggio. Il WTI Light Crude evidenzia un ribasso di 5 punti percentuali a 73,86 dollari al barile, il Brent scende a 76,88 dollari al barile”. Lato Forex a risentire di più della nuova variante sono il rand sudafricano, il dollaro canadese, il dollaro australiano e il dollaro neozelandese, divise più esposte all’andamento del greggio e delle materie prime.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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