La paura dei dazi mette in fuga 2,9 mld dalle azioni cinesi

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Lo scorso mese gli investitori hanno ritirato circa 2,9 miliardi dai fondi che investono nelle azioni della Cina. Il motivo? Paura dei dazi e del rallentamento dell’economia di Pechino. I dati di Epfr Global

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Da inizio anno – mostrano i dati di Epfr Global – gli investitori hanno ritirato 5,9 miliardi di dollari dalle A-shares cinesi

Gli investitori sono stati attratti da assets meno rischiosi, come i titoli di Stato Usa

Secondo i dati di luglio dell’istituto nazionale di statistica cinese, la crescita della produzione industriale cinese è rallentata al ritmo più lento degli ultimi 17 anni

Il timore per il rallentamento della crescita economica e le tensioni legate alla guerra commerciale danno gas alla fuga degli investitori dai fondi azionari cinesi. Nel mese conclusosi lo scorso 14 agosto, gli investitori hanno ritirato 2,9 miliardi di dollari dai fondi che investono nel mercato azionario di Pechino.

I deflussi da fondi comuni di investimento e dai fondi negoziati in borsa che investono nelle A-shares cinesi, i titoli delle aziende cinesi quotati sul listino di Shanghai, sono stati i più rapidi dall’inizio del 2017. In totale gli investitori hanno prelevato 5,9 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno secondo i dati Epfr Global.

Lo spettro di nuove tariffe sui beni di importazione cinese, dati economici poco brillanti e un renminbi più debole hanno fatto pressioni sulle scorte cinesi e aggravato le preoccupazioni relative a un rallentamento globale. Si è innescata di conseguenza una corsa verso assets più sicuri, come i titoli di Stato statunitensi.

La crescita della produzione industriale cinese è rallentata al ritmo più lento degli ultimi 17 anni, secondo i dati di luglio dell’istituto nazionale di statistica cinese e il renminbi si è indebolito. Nel frattempo, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si sono intensificate. All’inizio di agosto, il presidente Donald Trump ha annunciato che un nuove misure tariffarie del 10% su 300 miliardi di beni cinesi sarebbero entrato in vigore a settembre, prima di rinviarli al 15 dicembre.

“I mercati hanno avuto un attacco di panico ad agosto”, ha affermato al Financial Times Michael Kelly, global head of multi-asset di PineBridge Investments. “Le incertezze stanno confluendo e scuotendo tutti i mercati ed è chiaro che stanno influenzando il mercato cinese delle A-shares, portando a deflussi”.


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di Francesca Conti

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