Patrimoniale sì o no? Comunque vada facciamo attenzione!

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Gli italiani possiedono 10mila miliardi di ricchezza, suddivisa in fabbricati, terreni, investimenti finanziari, risparmi e altri beni; con questi dati è difficile giustificare ai nostri partner europei un maggiore indebitamento

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Proporre una patrimoniale in questo momento, con la crisi economica dovuta al lockdown, porterebbe a un’inevitabile ribellione da parte degli italiani

Il governo, prima di rivolgersi agli italiani e ai loro risparmi, dovrebbe focalizzare l’attenzione sugli evasori di imposte, che valgono quasi 190 miliardi di euro annui

Il nostro debito pubblico, già molto elevato, dopo l’emergenza COVID19 diventerà insostenibile; a febbraio era di 2.431 miliardi con una previsione di forte aumento.

Ci aspettiamo un rapporto debito/PIL che supererà il 150% entro fine anno.  Alla luce di questi dati parlare di una patrimoniale con l’obiettivo di abbattere questo dato appare inevitabile.

 

La patrimoniale che si prospetta

Gli italiani possiedono 10mila miliardi di ricchezza, suddivisa in fabbricati, terreni, investimenti finanziari, risparmi e altri beni; con questi dati è difficile giustificare ai nostri partner europei un maggiore indebitamento.

Per questo motivo la Germania suggerisce all’Italia di applicare una tassa patrimoniale del 14% su tutta la ricchezza degli italiani, immobili compresi.

Dal mio punto di vista, proporre una patrimoniale in questo momento, con la crisi economica dovuta al lockdown, porterebbe a un’inevitabile ribellione da parte degli italiani.

Tuttavia, una volta usciti dalla crisi ci potremmo aspettare l’annuncio dell’applicazione della patrimoniale

Personalmente ritengo che il governo, prima di rivolgersi agli italiani e ai loro risparmi, dovrebbe focalizzare l’attenzione sugli evasori di imposte, che valgono quasi 190 miliardi di euro annui. 

Le idee sbagliate per proteggersi dalla patrimoniale

Secondo la mia esperienza esistono alcuni luoghi comuni sulla patrimoniale e su come proteggersi da essa. Si tratta però di idee sbagliate su cui è bene soffermarsi a riflettere e chiarire.

Il primo pensiero va subito alla possibilità di liquidare tutto e detenere i risparmi sul conto corrente.

La storia però ci insegna che in caso di patrimoniale sicuramente i risparmi sul proprio conto corrente sarebbero i primi ad essere colpiti, come avvenne con la patrimoniale del 9-10 luglio 1992 del governo Amato.

Anche la liquidazione totale e la detenzione del denaro presso la propria abitazione è un’ipotesi errata.

Questa decisione, infatti, potrebbe portare a segnalazioni da parte della banca, con possibile sanzione penale.

Inoltre, sarebbe difficile spendere tutto il denaro in contanti: ricordo che, dal 1 gennaio 2021 non sono consentiti trasferimenti in contati superiori a 1000 €, mentre dal 1 luglio 2020 l’importo massimo disponibile per il trasferimento in contanti sarà di 2000 €.

Un’altra idea potrebbe essere quella di trasferire tutto il denaro all’estero, magari in Svizzera o a San Marino.

Oltre a dover considerare elevati oneri e costi, è importante sapere che sono oltre cento le nazioni che aderiscono allo scambio automatico di informazioni; anche aprire un conto in Svizzera in contanti diventa quindi impossibile.

Se si volesse optare per un trasferimento con bonifico, questo deve essere segnalato nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, rendendo inutile lo sforzo.

Come proteggersi dalla possibile patrimoniale

Una volta compreso quali azioni non si dovrebbero intraprendere – e nemmeno prendere in considerazione – posso consigliare due tipologie di investimento, semplici e sicure, che potrebbero tutelare dalla patrimoniale.

Il mio primo consiglio è quello di investire in Fondi Comuni di Investimento di diritto straniero (SICAV), che sono riconoscibili dal loro codice ISIN e possono essere di diritto lussemburghese (LU), inglese (GB), francese (FR).

La loro sottoscrizione coprirebbero da un duplice pericolo: nel caso in cui l’Italia decidesse di uscire dalla zona Euro, il patrimonio investito non ne sarebbe penalizzato in quanto il valore della quota dei comparti della SICAV continuerebbe ad essere denominato nella valuta del fondo (ad esempio EUR o USD).

Il cliente italiano quindi riceverebbe l’importo di spettanza convertito nella nuova divisa nazionale o in una divisa diversa, se dovesse avere un conto in altra divisa.

Inoltre, se il governo italiano decidesse di applicare la patrimoniale non avrebbe nessun diritto di aggredire investimenti in SICAV straniere, in quanto sia le SICAV che la relativa SIP ex Banca Depositaria sono autorizzare dall’autorità di vigilanza del loro Paese.

Altro strumento che, in base alla mia esperienza, potrebbe dare garanzia di non essere colpito da una patrimoniale è la polizza; è presumibile, infatti, che le forme di assicurazione ne saranno escluse poiché, designando un beneficiario in caso di morte o vita, non sono nella disponibilità dell’assicurato. 

Il mio consiglio più importante però è quello di non farsi prendere dal panico e di non commettere atti irrazionali che potrebbero comportare danni inevitabili al proprio patrimonio. 


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di Frontini Silvio

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