Patent box: cambiano le regole sulle spese per i software

5 MIN

La nuova “patent box” sul software, secondo l’Agenzia delle entrate, dovrebbe passare per la relativa registrazione presso la Siae. L’intento è meritorio, ma gli effetti rischiano di essere deleteri. Vediamo perché

WW Snippets test

Su queste colonne ho già avuto modo di
sottolineare quale grande occasione di “progresso imprenditoriale”
sia stata persa scegliendo di riformare (di fatto, abolire) la
disciplina agevolativa fiscale
che andava sotto il nome di
patent box”: una detassazione degli utili societari
legata agli investimenti effettuati in ricerca e sviluppo su
determinati beni (brevetti, software, know-how e, originariamente,
anche marchi).

Una detassazione tanto più elevata
quanto maggiori erano i risultati aziendali, innescando di fatto un
processo qualitativo, oltre che quantitativo (meglio spendo in
ricerca e sviluppo, migliorando i risultati reddituali, più
risparmio fiscale ottengo).

Il cambio di approccio del
legislatore fiscale sulla patent box

Il legislatore fiscale ha deciso di
abbandonare questo approccio “revenue driven” per
abbracciarne uno “cost driven”, il quale rischia di
rendere la nuova “patent box” un duplicato dell’agevolazione,
delle spese di ricerca e sviluppo (anch’essa rimaneggiata nel
tempo, e oggetto attualmente di un meccanismo di restituzione per
coloro che se ne sono avvalsi in modo troppo disinvolto).

Come, peraltro, già fatto in numerose
altre occasioni, è attualmente in corso di discussione una bozza
di circolare dell’Agenzia delle entrate
, la quale, assai
apprezzabilmente, raccoglie i contributi degli operatori economici
per migliorare/emendare quanto contenuto nella bozza stessa,
soprattutto alla luce, si deve ritenere, delle concrete applicazioni
che determinate interpretazioni possono assumere nei singoli settori,
o, addirittura, in capo a singoli contribuenti.

La posizione dell’Agenzia
delle entrate sul software

In quest’ottica, come già osservato,
ritengo utile ribadire in questa sede che sul software
l’Agenzia ha assunto una posizione che potrebbe rivelarsi
fatale” per il destino della nuova “patent box”
applicata a tale tipologia di bene.

Benché il software sia coperto (in
Italia) dal diritto d’autore
(alla stessa stregua di un romanzo
o di una canzone) e che tale diritto sorga per effetto dell’atto
creativo originale (in soldoni, basta non copiare), l’amministrazione
finanziaria, pur in assenza di alcun obbligo normativo, intenderebbe
condizionare l’agevolazione in parola all’avvenuta registrazione
del bene presso la Siae.

Non v’è dubbio che l’intervento
di una “authority” esterna
conferisca maggior certezza e
imparzialità, consentendo di combattere eventuali abusi (quando un
software può dirsi “creato”? senza considerare, poi, che un
software ben funzionante è, di fatto, una sorta di “fabbrica del
duomo”).

Tuttavia, ci sono due motivi che
rendono impraticabile la registrazione: il primo attiene alla
riservatezza dei dati (per alcune imprese strategiche – ad
esempio, nel settore dei pagamenti – il software non può mai
uscire dai confini aziendali); il secondo concerne la
“trasportabilità” dei dati: alcuni software occupano
talmente tanto “spazio” che la Siae dovrebbe dotarsi di notevoli
infrastrutture tecnologiche per garantire l’acquisizione e la
registrazione dei beni in questione.

La soluzione? Affidarsi a un
sistema di certificazione interna alle aziende, come ad
esempio le marche temporali (già adottate nel settore tributario),
attestanti il momento il cui il “codice sorgente” è stato
ultimato (o, quanto meno, ritenuto tale).

Quali sono i vantaggi per le imprese nell’adottare un sistema di certificazione interna? Sai se ci sono altri vantaggi fiscali legati all’investimento in ricerca e sviluppo?

Con il servizio Chiedi agli esperti di We Wealth puoi contattare gratuitamente un professionista che ti potrà guidare nella scelta dei migliori investimenti e nella gestione del tuo patrimonio. Fai una domanda a uno dei 300 esperti disponibili su We Wealth.

xys


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Aldo Bisioli

WW Snippets test

Laureato in Economia aziendale con il massimo dei voti presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, dal 1997 svolge l’attività presso lo studio Biscozzi Nobili, in qualità di socio dal 2003. È iscritto all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano dal 1992. Revisore contabile dal 1999, ora Revisore Legale. Specializzato in fiscalità d’impresa.

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia