Vini pregiati, gli “italiani” sempre più un bene rifugio: +9,5% nel 2022

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I vini italiani di pregio hanno conosciuto un’apprezzamento incredibile negli ultimi anni. Nel solo 2022, mentre i mercati finanziari crollavano, il loro prezzo è aumentato del 9,2%

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In Italia il vino si fa buono. Dagli importanti rossi della Toscana e del Piemonte alle bollicine del Trentino, dal Marsala, ai prodotti di nuovi territori della viticoltura di eccellenza, come l’Etna, il vino di qualità del Belpaese è apprezzato in tutto il mondo. E non solo da un punto di vista enogastronomico. Sempre più appassionati trattano il nettare di Bacco come un bene rifugio.

I vini italiani si stanno ritagliando uno spazio sempre maggiore tra i grandi vini. p Le statistiche non lasciano dubbi. Nel 2022 il Liv-ex Italia 100, l’indice che monitora l’andamento del valore di mercato di 5 Super Tuscan e 5 produttori piemontesi, ha mostrato una crescita del 9,2%: un rendimento molto elevato, soprattutto considerando l’anno da incubo dei mercati finanziari.

Una delle piazze che più apprezzano i fine wines italiani è Londra, come spiega Gabriele Gorelli MW, brand ambassador di Oeno Group per l’Italia. “Uno degli obiettivi di Oeno è da sempre quello di scovare Rising Stars, ovvero cantine dal grande potenziale non ancora espresso al meglio con le quali avviare insieme percorsi di premiumization” afferma Gorelli. “In questo percorso, Londra rappresenta uno snodo fondamentale, una piazza da sempre assetata di Italia. Uno degli aspetti più importante è che qui il mercato non richiede solo i classici vini toscani o piemontesi, ma è curiosa di scoprire anche le bottiglie dei territori italiani tradizionalmente meno legati al concetto di fine wines, come la zona dell’avellinese e dell’Etna, che per noi rappresentano delle vere e proprie scommesse per il futuro”.

L’indice Liv-ex Italia 100 conferma questa tendenza con una crescita del suo valore che si attesta al 24,5% nel corso degli ultimi 2 anni e addirittura del 46,8% se si considera un arco temporale di 5 anni. La distribuzione dei territori dei vini di pregio italiani vede ancora in testa la Toscana, che rappresenta il 57,7% del mercato, ma con il Piemonte che è cresciuto maggiormente nell’ultimo anno.

“I complicati anni della pandemia ci hanno fatto comprendere che il nostro futuro deve necessariamente passare attraverso l’identità del territorio, la qualità e l’originalità della nostra offerta, i veicoli che permettono di differenziarsi dal resto dei produttori” afferma Andrea Farinetti a nome di Borgogno, la storica cantina che produce Barolo dal 1761 e ora partner di Oeno Group. “Borgogno rappresenta questo per il Barolo e grazie a Oeno possiamo, partendo da Londra, con effetto megafono e arrivare in tutto il mondo parlando di peculiarità e specificità che permettono di alzare il valore di ogni etichetta e di ogni cru”.

“L’Etna vive una riscoperta enologica senza precedenti, per la personalità ed eleganza dei suoi vini vini, oggi sempre più apprezzati nel Regno Unito” spiega Federico Graziani, uno dei più apprezzati winemaker italiani alla guida del rinascimento enologico dell’Etna con la sua omonima cantina. “La presenza di questi nelle migliori cantine di ristoranti e collezionisti del Paese, grazie alla collaborazione con Oeno, assicura un tassello indispensabile alla valorizzazione e crescita del proprio brand, tale da garantire un posizionamento ambito tra le eccellenze del vino mondiale”.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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