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L’accordo dell’Opec+ (senza il Messico)
Le parole di Barkindo e la reazione dei mercati
A causa del Coronavirus, secondo le stime, la domanda globale di carburanti è crollata di circa 30 milioni di barili al giorno, pari al 30% delle forniture totali. “Una bestia invisibile cha sta travolgendo tutto sul suo camminio”, così il Segretario Generale dell’Opec, Mohammed Barkindo, ha definito il Covid-19 nel corso della videoconferenza, chiedendo ai partecipanti di adottare “misure urgenti per stabilizzare il mercato del petrolio”. Barkindo ha parlato di fondamentali della domanda e dell’offerta nel mercato petrolifero “terrificanti”, spiegando che il calo della domanda nel secondo trimestre potrebbe aggirarsi “intorno ai 12 milioni di barili al giorno” con uno squilibrio tra domanda e offerta che potrebbe portare a un eccesso di petrolio sul mercato nel secondo trimestre pari a 14,7 milioni di barili al giorno.
Nonostante l’intesa sul taglio da record, dopo l’ampio terreno guadagnato in attesa del meeting, il greggio è crollato a fine seduta, sul timore degli investitori che i tagli non sarebbero stati sufficienti a contrastare il declino della domanda, affossata dalla crisi del Coronavirus. Indiscrezioni stampa avevano ipotizzato un improbabile taglio da 20 milioni di barili al giorno.
Intanto, occhi puntati sulla riunione del G20 del 10 aprile, nella quale i ministri dell’Energia dovranno discutere misure aggiuntive per arginare le conseguenze negative sul settore causate dal coronavirus. Non sono quindi esclusi ulteriori tagli.

