Non tutto crolla: si salvano le azioni “sino-russe”

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A seguito delle sanzioni alla Russia, gli investitori retail cinesi stanno scommettendo circa l’aumento del commercio tra Mosca e Pechino. Alcuni titoli hanno guadagnato l’80% da inizio invasione

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Le azioni di Jinzhou Port, un operatore portuale nella provincia di Liaoning, sono aumentate dell’80% dall’inizio della guerra tra Ucraina e Russia

Il rapporto prezzo utili della società è schizzato a 59, superando quello di Netflix (34) e avvicinandosi molto a quello di Amazon (63)

Fiduciosi che Pechino aumenterà il commercio con Mosca – messa all’angolo nell’ultima settimana dalle sanzioni occidentali post-invasione dell’Ucraina – molti investitori cinesi stanno scommettendo sulle azioni sino-russe, che più gioverebbero dall’intensificarsi dei flussi commerciali tra i due paesi. Tant’è che società di logistica poco conosciute stanno accedendo a valutazioni tipicamente riservate ai gruppi tecnologici globali. A fare il punto è un articolo del Financial Times.
Più di una dozzina di titoli cinesi nei settori legati al commercio hanno registrato guadagni vertiginosi da quando Vladimir Putin ha lanciato la sua invasione dell’Ucraina, con alcuni di questi che sono saliti del 10% per sei giorni consecutivi. “La premessa è che tutti questi titoli saranno i maggiori beneficiari dell’aumento del commercio tra Cina e Russia”, ha detto al Financial Times, il capo della strategia azionaria asiatica di una banca europea, descrivendo il rally come una “frenesia” guidata dalla speculazione degli investitori al dettaglio.

Tra i top performer c’è Jinzhou Port, un operatore portuale nella provincia nord-orientale di Liaoning le cui azioni sono aumentate dell’80% dall’inizio dell’invasione. Nello stesso periodo dell’indice di riferimento – il CSI 300 – ha registrato un calo del 3,5%. Mercoledì, Jinzhou Port ha pubblicato l’ultimo di una serie di avvertimenti per gli investitori, ribadendo che non ci sono stati sviluppi materiali nel suo business e ricordando agli investitori che i suoi profitti sono scesi di quasi il 10 per cento da un anno fa nel terzo trimestre. Ciononostante, le azioni dell’azienda hanno di nuovo registrato il massimo guadagno consentito del 10 per cento sia giovedì che venerdì. Questo ha spinto il suo rapporto PE a circa 59, superando Netflix (34) e avvicinandosi ad Amazon (63).

I guadagni per questo gruppo di azioni arrivano nonostante la riluttanza di Pechino ad offrire sollievo finanziario ed economico per Mosca, dopo che le sanzioni imposte dai paesi occidentali hanno dato un duro colpo all’economia russa e tagliato fuori molte delle sue maggiori istituzioni finanziarie dal resto del mondo. La Cina ha anche suggerito che è disposta a giocare un ruolo nella ricerca di un cessate il fuoco. Tuttavia nei mesi precedenti l’invasione, i media nazionali sono stati sommersi di retorica pro-Russia, evidenziando ciò che i funzionari cinesi hanno descritto come una partnership “senza limiti”. In occasione della visita di Putin alle Olimpiadi invernali di Pechino questo febbraio, i due paesi si sono impegnati ad aumentare il commercio bilaterale a 250 miliardi di dollari. Il presidente russo ha anche svelato nuovi accordi di petrolio e gas con la Cina per un valore di quasi 120 miliardi di dollari.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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